G8, Coldiretti mette in mostra il top dei piccoli Comuni salvabiodiversità

G8, Coldiretti mette in mostra il top dei piccoli Comuni salvabiodiversità

Dall’inizio del secolo scorso, il 75 per cento della biodiversità genetica delle colture agricole è andata perduta e nel mondo attualmente solo quattro piante commestibili (mais,
riso, grano e patate) forniscono il 60 per cento dell’energia alimentare mondiale anche se ci sono tra le 7.000 e le 10.000 specie. E’ questo l’allarme lanciato dalla Coldiretti al G8
dell’agricoltura, che si svolge nel piccolo comune di Cison di Valmarino (Treviso) di appena 2553 abitanti dove si trovano i grandi degli otto Paesi piu’ sviluppati per il G8 dell’agricoltura

Nel piccolo comune la Coldiretti ha allestito la prima rassegna nazionale dei grandi prodotti nati nei circa 5800 piccoli comuni con meno di cinquemila abitanti per richiamare l’attenzione
sulla necessità di integrare l’obiettivo di raddoppiare la produzione mondiale entro il 2050 con quello della preservazione della biodiversità e la conservazione dell’ambiente.
Dal fagiolo di Lamon (3412 abitanti) al Morellino di Scansano (4836 abitanti) dal salame di Varzi (3539 abitanti) al vino di Gavi (4506 abitanti), dai mostaccioli di Soriano calabro (3068
abitanti) alle lenticchie di Onano (1169 abitanti), dal farro di Monteleone (681 abitanti) ai maccheroncini di Campofilone (1803 abitanti), dal lardo di Arnad (1292 abitanti) ai fagioli di
Sarconi (1351 abitanti), dai carciofi di Paestum (981 abitanti) all’aglio di Voghiera (3945) e molti altri prodotti sono i protagonisti della rassegna che si svolge in occasione della Festa
Nazionale dei Piccoli Comuni Italiani che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica e il patrocinio, tra gli altri, del Ministero delle Politiche Agricole. Un modo per
far conoscere i primati e la varietà dell’offerta alimentare italiana che nasce nei piccoli comuni che garantiscono il forte legame con il territorio e che va difesa nei confronti
dell’omologazione e degli Ogm.

Nei piccoli Comuni italiani con meno di cinquemila abitanti dove vivono attualmente oltre dieci milioni di italiani e grazie all’agricoltura si “coltiva” oltre la metà della produzione
agroalimentare nazionale che ha reso celebre il Made in Italy nel mondo. Un patrimonio che – sottolinea la Coldiretti – fonda il suo successo anche sul terreno particolarmente fertile che
offrono i piccoli comuni alle produzioni di qualità: nel territorio di tre piccoli comuni su quattro sono presenti allevamenti destinati a produrre formaggi o salumi italiani a
denominazione di origine (Dop), mentre nel 60 per cento dei piccoli comuni si trovano gli uliveti dai quali si ottengono i 38 oli italiani a denominazione di origine.

Si tratta di risultati di un intero tessuto imprenditoriale che devono essere sostenuti con un modello di sviluppo che – conclude la Coldiretti – si impegni a recuperare in queste aree i troppi
ritardi infrastrutturali e nei servizi offerti con interventi che vanno dalle tecnologie informatiche alle scuole, dagli ospedali alle poste fino ai presidi istituzionali per garantire la
sicurezza dei cittadini nei confronti della criminalità, per valorizzare una straordinaria risorsa, che può diventare la forza sociale ed economica di una nuova fase di sviluppo.

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