Erbicida Monsanto: uno studio argentino dimostrerebbe la tossicità
17 Aprile 2009
Riduzioni della grandezza del capo, alterazioni genetiche nel sistema nervoso centrale, un incremento della morte delle cellule del cranio e deformazioni della cartilagine. Sono queste, secondo
Andrés Carrasco, direttore del Laboratorio di Embriologia Molecolare dell’Università di Buenos Aires e capo ricercatore del Consiglio nazionale per la ricerca scientifica e
tecnica (CONICET), gli effetti del glifosato, ingrediente attivo dell’erbicida Roundup della Monsanto, il più utilizzato nella coltivazione della soia, osservati su embrioni di anfibi.
Secondo quanto dichiarato dal Professore al quotidiano argentino, lo studio, il primo del genere, durato quindici mesi e in via di pubblicazione, avrebbe dimostrato che concentrazioni di
glifosato fino a 1500 volte più basse rispetto a quelle usate nei campi di soia, hanno effetti negativi sulla morfologia degli embrioni, e che le deformazioni osservate sono consistenti
e sistematiche. L’erbicida sarebbe dunque altamente tossico anche a dosi molto basse e provocherebbe gravi danni neurologici, intestinali e cardiaci sugli embrioni.
In Argentina, terzo paese esportatore di soia nel mondo, l’erbicida della Monsanto è usato in dosi elevate, circa 200 milioni di litri all’anno, ed è inoltre abbinato alla
coltivazione della soia transgenica, su una superficie di 17 milioni di ettari. Solo lo scorso febbraio, in seguito alle denunce della Ong Grupo de Reflexión Rural (GRR), i Ministri
della Sanità e dell’Ambiente hanno creato un gruppo di esperti per indagare sul problema nelle quattro province dove si coltiva la soia in maniera estensiva e nelle quali da tempo si
denuncia l’incremento dei casi di cancro. In seguito ai risultati dello studio embrionale, l’Associazione degli avvocati ambientalisti (Aadeaa) ha presentato ricorso alla Corte Suprema di
Giustizia affinché vieti la vendita e l’uso del glifosato su tutto il territorio nazionale e solleciti il governo ad aprire un’inchiesta per determinare gli effetti sanitari ed
ambientali del prodotto.




