Friuli Venezia Giulia: Nuove misure in campo contro la rabbia silvestre

Friuli Venezia Giulia: Nuove misure in campo contro la rabbia silvestre

Udine – La segnalazione di alcuni casi di volpi infettate dalla rabbia silvestre presenti al di fuori dell’area già coperta dall’azione di vaccinazione di tali animali per via orale
e individuata di recente, in particolare in comune di Travesio, ha indotto la Regione a convocare con urgenza un incontro per valutare ulteriori interventi.

Mentre l’assessore regionale alle Risorse Agricole, Naturali, Forestali e alla Caccia, Claudio Violino, segue la situazione, a Udine si è infatti svolta una riunione di livello tecnico,
presenti il responsabile del Centro di referenza nazionale per la rabbia, il responsabile regionale della gestione venatoria, il direttore dell’Area Friuli Venezia Giulia dell’Istituto
zooprofilattico sperimentale delle Venezie, e i referenti dei servizi veterinari della Aziende sanitarie della Regione.

Nell’occasione è stata fatto il punto sulla situazione epidemiologica a seguito dei casi riscontrati anche nei comuni di Mereto di Tomba e Mortegliano. Quello di una volpe rapida nel
Comune di Travesio è il primo caso al momento riscontrato nella provincia di Pordenone. E’ stato pertanto stabilito di rafforzare i provvedimenti già adottati per contrastare
l’ulteriore evoluzione dell’epidemia.

Pertanto l’area di vaccinazione orale delle volpi sarà estesa agli inizi del mese di dicembre all’intera provincia di Pordenone, a eccezione dei Comuni di Claut, Cimolais, Erto e Casso,
nonché l’intera pianura friulana. L’intervento vaccinale sarà comunque ripetuto in aree già interessate da interventi precedenti. La provincia di Trieste non sarà
invece oggetto di questa campagna in quanto vi è stato effettuato, proprio di recente, un programma di vaccinazione orale delle volpi. Anche la realizzazione della campagna nelle aree
indicate sarà possibile grazie all’insostituibile collaborazione delle riserve di caccia, con il coordinamento delle aziende sanitarie del Friuli Venezia Giulia.

La vaccinazione orale delle volpi è attualmente il metodo di contrasto della rabbia silvestre più efficace, ampiamente sperimentato in tutta Europa. Consiste nel posizionamento sul
territorio di esche costituite da un impasto di farina di pesce, che racchiude una capsula del vaccino. Esche che sono facilmente riconoscibili dalle volpi. Masticando questo cibo gli animali
ingeriscono anche il vaccino. In tal modo si forma attorno ai focolai della malattia una sorta di cordone sanitario costituito dalle volpi immunizzate.

Le esperienza maturate anche in altri Paesi e le testimonianze degli esperti dimostrano che il virus non ha possibilità di trasmissione quando la densità della specie serbatoio
(ovvero la popolazione degli animali infetti) scende al di sotto della soglia di 0,2-0,3 volpi per chilometro quadrato. Il raggiungimento della soglia di 0,2 animali per chilometro quadrato
è un obiettivo difficilmente raggiungibile, vista la vastità del territorio interessato nella nostra regione.

E’ per questo che si è passati alla vaccinazione orale degli animali. Eventuali prelievi di animali dopo la vaccinazione avrebbero infatti eliminato individui già immunizzati
facilitando nel contempo lo spostamento delle volpi infette, alla ricerca di nuovi territori lasciati liberi da altri esemplari.

Al momento sono dunque previsti soltanto prelievi nelle zone non ancora vaccinate, che saranno eseguiti prima della distribuzione delle esche. Nonché i prelievi necessari per verificare il
grado di assunzione delle esche vaccinali, della risposta immunitaria della popolazione volpina e della circolazione del virus.

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