Friuli Venezia Giulia: Menis, sulla privatizzazione dell’acqua la battaglia comincia ora

Friuli Venezia Giulia: Menis, sulla privatizzazione dell’acqua la battaglia comincia ora

Trieste – Sconfitti nei numeri, da una maggioranza che ha dovuto ricorrere all’ennesima fiducia per paura di sé stessa, ma vincenti nella battaglia per l’informazione. Commenta
così Paolo Menis, consigliere regionale del PD e primo firmatario della mozione per la dichiarazione dell’acqua come bene privo di rilevanza economica, l’approvazione del decreto Tremonti
sulla privatizzazione del servizio idrico.

Può sembrare che ormai i giochi siano fatti – spiega Menis – ma la battaglia è ancora lunga, anzi inizia proprio adesso. Vedremo cosa succederà in Consiglio regionale, dove
martedì prossimo verrà discussa la mozione con cui il gruppo del PD chiede che l’acqua venga dichiarato un bene privo di rilevanza economica e quindi non assoggettabile alla nuova
disciplina della privatizzazione.

Nel frattempo incassiamo una grande vittoria, prosegue Menis, quella di essere riusciti a informare i cittadini, a scuoterli dal diffuso torpore verso i temi affrontati dalla politica. Grazie al
coordinamento con le tante realtà volontarie del territorio abbiamo dato vita a una campagna capillare per far luce su un argomento così importante come il futuro dell’acqua. Grazie
a incontri, manifestazioni e convegni abbiamo in qualche modo rotto quella catena di vergognoso silenzio che voleva far credere che la privatizzazione fosse un atto imposto dall’Europa e che
potesse aprire le porte ad efficienza e risparmi per i consumatori.

Sappiamo bene che non è così e che questa riforma aprirà al mercato delle multinazionali la gestione di una risorsa fondamentale per la sopravvivenza dell’uomo senza garanzie
di investimenti nelle infrastrutture e di contenimento delle tariffe. A dimostrarlo ci sono molte esperienze italiane ed europee. In arrivo aumenti delle tariffe che qualcuno stima tra il 30 e il
40% e altri addirittura al 300%; quindi addio alle politiche di risparmio idrico, da qui in poi vendere acqua diventerà lucrativo.

Ma la battaglia continua e si fa interessante – ha concluso il consigliere del PD – ad esempio, in Consiglio regionale metteremo alla prova il credo federalista della Lega Nord. In Parlamento non
hanno dato prova di coerenza, con il ministro Calderoli che firma il decreto e i deputati leghisti che fingono di scandalizzarsi in Aula al momento della votazione.

Credo che le dichiarazioni di Bossi “Non si muore per una legge, si muore se salta il Governo” dovrebbero far riflettere. Sono proprio loro, infatti, che hanno consentito la mercificazione
dell’acqua dei cittadini. Già c’è chi parla di referendum, anche se adesso la palla passa alla Regioni. Piemonte, Emilia Romagna, Puglia e Marche stanno già organizzandosi
per presentare un ricorso alla Corte costituzionale. Vedremo se anche il Friuli Venezia Giulia, dopo il pericoloso silenzio sul nucleare, avrà il coraggio di difendere il futuro e le
risorse dei suoi abitanti.

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