Hai la gotta? Bevici su (acqua e latte)

Hai la gotta? Bevici su (acqua e latte)

Chi soffre di gotta può migliorare la propria salute, solo ingerendo due comuni bevande: acqua e latte.

Questa è la tesi sostenuta da due ricerche, entrambe presentate alla riunione annuale dell’American College of Rheumatology, in corso a Philadelphia.

Il primo di tali studi arriva dalla Boston University School of Medicine ed è stato coordinato dalla ricercatrice Tuhina Neogi.

La Neogi ed i suoi compagni hanno iniziato reclutando, tramite Google 500 volontari: tutti colpiti da un attacco di gotta nell’anno precedente e tutti in grado di dimostrarlo tramite spedizione
(informatica) di una copia della cartella clinica. Il Web è stato protagonista anche della fase successiva: dopo essere colpiti da un episodio recente, i soggetti dovevano collegarsi ad
un apposito sito e rispondere ad un questionario sulla propria alimentazione delle ultime 24 ore.

Tuina Neogi spiega così i risultati ottenuti: “Si sa da tempo che la disidratazione può scatenare un attacco, ma i i dati che abbiamo raccolto ci hanno permesso di andare oltre
è chiaro che il rischio di avere una crisi diminuisce quanta più acqua si beve”.

Così, ad esempio, chi beve da 5 ad 8 bicchieri ha un rischio inferiore di chi ne prende uno (o nessuno) è la relazione vale sia al negativo che al positivo: più si beve,
meno si rischia.

Se contro i dolori da gotta l’acqua è buona, il latte è ancora meglio.

Lo afferma il secondo studio in questione, opera di Nicola Dalbeth, dell’Università di Auckland.

Dalbeth e colleghi hanno indagato il rapporto tra latte scremato o di soia e l’acido urico, che in quantità eccessive si condensa in cristalli, capaci di depositarsi nelle articolazioni
e provocare gonfiore e dolore.

Gli scienziati hanno così lavorato con 16 volontari gottosi, esaminando sangue ed urina sia a secco che dopo la bevuta, 1 volta ogni tre ore. Essi hanno così scoperto come “Dopo
aver assunto il latte di soia livelli di acido urico salgono del 10%; con il latte scremato, invece, scendono del 10%” spiega la Dalbeth. La ricercatrice ricorda inoltre come l allupurinolo,
farmaco più usato attualmente, abbassa la concentrazione di acido urico (o uricemia) del 20-30%.

Nonostante i risultati delle due ricerche siano notevoli, i medici predicano cautela.

La dottoressa Elaine Husni, della Cleveland Clinic, lo dice chiaramente: “Ciò non significa che bisogna sostituire le cure prescritte dal medico con due. Questi due studi non bastano per
cambiare le raccomandazioni ai malati: ma visto che acqua e latte scremato non presentano controindicazioni, chiunque può assumerli liberamente, sapendo che al limite può trarne
solo beneficio”.

Matteo Clerici

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