FORUM PA, Bresciani: «Italia prenda esempio da noi»

«La Lombardia rappresenta, per i risultati ottenuti in campo sanitario, un punto d’eccellenza nel panorama internazionale, l’Italia guardi quindi al modello lombardo», è
quanto ha affermato l’assessore alla Sanità, Luciano Bresciani, al Forum della Pubblica Amministrazione 2008, apertosi a Roma questa mattina e dedicato al trentennale del Servizio
Sanitario nazionale.

Bresciani ha quindi elencato alcune delle eccellenze lombarde:
parità di bilancio rispetto ad altre Regioni drammaticamente in rosso con riduzione dei ticket sanitari e risparmi per le famiglie lombarde per oltre 50 milioni di euro, capacità
attrattiva con il 10% di malati che provengono fuori dalla Lombardia per farsi curare sul nostro territorio, 200 strutture di ricovero e cura accreditate, 17 Istituti di ricovero e cura a
carattere scientifico (su un totale di 40 a livello nazionale pari al 42%). «Questi, in sintesi, i successi del nostro sistema sanitario che vogliamo continuare a far crescere – ha
commentato l’assessore -. Infatti il nuovo Piano Socio-Sanitario 2007-2009 intende procedere su due direttrici d’azione: il miglioramento continuo della qualità dei risultati ottenuti e
il mantenimento della parità di bilancio, attraverso nuove strategie d’azione».

Bresciani ha quindi sottolineato come la Lombardia sia impegnata in particolare su quattro settori: lo spostamento delle procedure diagnostiche e terapeutiche di primo e secondo livello verso
il territorio, mediante l’organizzazione di strutture poliambulatoriali e di associazioni integrate ed evolute dei medici di base con medici specialisti ambulatoriali e altri operatori
sanitari; la partecipazione dei professionisti, degli Enti locali, del terzo settore alla programmazione delle azioni previste dal piano; il miglioramento continuo della qualità del
sistema d’urgenza, con l’istituzione di un’azienda regionale dell’emergenza-urgenza; infine lo sviluppo delle tecnologie più avanzate (ICT, H-health, telemedicina, telediagnosi), in
sinergia con l’industria.

«Per affrontare queste sfide – ha continuato Bresciani – stiamo mettendo in rete le conoscenze e le competenze che hanno determinato casi di eccellenza in sanità, superando i
confini geografici, per dare vita ad una macroarea europea. Questo è anche la nuova visione su cui stiamo lavorando e che comporta un rovesciamento totale della prospettiva secondo cui
la sanità è un costo, diventando invece un motore di sviluppo economico. Le sei Facoltà universitarie di Medicina presenti in Lombardia devono diventare un sistema unico,
lavorare in sinergia con le Facoltà tecnologiche e con il contributo delle imprese: il capitale di rischio che chiediamo alle aziende è elevato ma, con la regia istituzionale di
Regione Lombardia, i progetti più innovativi potranno contare sui finanziamenti dell’Unione Europea, con la positiva conseguenza di ridurre il capitale inizialmente investito».

«In questa prospettiva – ha concluso l’assessore – si stanno creando dunque due grandi macroaree: una macroarea europea, che ci vede già alleati in Italia con il Veneto e in Europa
con il Rhône-Alpes. Prossimamente sarà ampliata ad altre Regioni italiane e a Baden-Württemberg, Alsazia, Andalusia, Catalogna, Comunità Valenciana e Paesi Baschi. In
queste Regioni l’industria, collegata con le Università, potrà sviluppare la ricerca e accedere a finanziamenti europei. All’altra area fanno capo invece il Centro America,
l’Argentina e l’Uruguay, che ci chiedono di trasferire nei loro Paesi le tecnologie e l’organizzazione sanitaria che la Lombardia e i suoi alleati sanno mettere in campo. Ciò
contribuirà ad aprire il mercato alle industrie e a consolidare il sistema sanità-università- industria».

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