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Formigoni: «Infermieri? Pronti a pagarli di più»

By Redazione

Milano – «Giovanni Muttillo sbaglia l’indirizzo a cui rivolgere le sue peraltro inutili e pretestuose polemiche sui problemi, questi sì reali, degli infermieri in
Lombardia» lo afferma una Nota della Regione in replica alle polemiche del presidente del Coordinamento Collegi Ipasvi Lombardia.

«Muttillo sa bene che la carenza degli infermieri non è imputabile alla Regione Lombardia, ma al sistema universitario italiano, e quindi a Roma. La Regione ha chiesto di ammettere
2700 giovani all’anno ai corsi di laurea, ne sono stati ammessi mille in meno».

«La storia dei mancati incontri in Regione – prosegue la Nota – è una fandonia. Muttillo ha regolari contatti con diversi dirigenti regionali, ha incontrato l’assessore Bresciani
un mese fa, lo stesso assessore ha in programma di riceverlo quanto prima, secondo lo stile di disponibilità e di dialogo cha sempre dimostrato»

«Quanto al trattamento economico basso, che è l’altra causa della carenza, lo stesso presidente Formigoni si è detto addirittura disponibile a reperire risorse regionali per
aumenti salariali».

Infatti, in una intervista pubblicata stamani su un quotidiano, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni si dichiara disponibile a incontrare «già domani» i
sindacati degli infermieri.
«Nonostante i correttivi che abbiamo già portato – spiega Formigoni – come l’incremento del 16% del bonus di risultato, le retribuzioni restano troppo basse». Ma per
aumentarle «ci serve più autonomia. E’ necessario superare le strettoie salariali del Contratto collettivo nazionale».
Secondo il presidente «non tutti i sindacati sono disponibili a fare questo passo. Non capiscono che perché ci sia uguaglianza con il resto d’Italia, soprattutto in Lombardia
devono esserci retribuzioni più alte».
Quanto al problema del numero chiuso imposto nelle Università per i diplomi di laurea infermieristici, Formigoni ricorda che «le decisioni in questo campo spettano a Roma. Noi
abbiamo chiesto di ammettere ai corsi 2700 giovani l’anno. Purtroppo ne sono stati ammessi mille in meno e tutto questo provoca i disagi che ben conosciamo e la carenza di infermieri in molti
nostri ospedali». (Ln)

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