Il Fiume PO a sostegno di Expo Milano 2015. Progetto di storia e cultura dell’agroalimentare, turismo e gastronomia made in Italy
21 Maggio 2014
A sostegno di Expo Milano 2015. Progetto di storia e cultura dell’agroalimentare, turismo e gastronomia made in Italy lungo il Fiume PO
<<UnPOxExPO2015>> difende l’agroalimentare italiano. Punta a far toccare con mano i luoghi di produzione
Eventi, pacchetti turistici venduti nel mondo, comunicazione, ambiente, portale, servizio imprese per il Food&Wine&Visit&Tourism&Cooking
“UnPOxExPO2015 è un supporto operativo e culturale ai visitatori di Expo per far toccare con mano la qualità, la sicurezza, la certificazione della dieta alimentare italiana direttamente dentro le imprese produttrici”. Lo afferma dice Giampietro Comolli, autore e conduttore del progetto verso Expo 2015 che “vuole unire la cultura di tradizione dell’agricoltura e dell’arte culinaria con la moderna e richiesta sicurezza alimentare”. “Expo Milano può essere un grande aiuto per le Dop italiane – aggiunge Comolli – se i 20 milioni di visitatori saranno accompagnati e potranno entrare nei caseifici, cantine, salumifici, pastifici, pasticcerie e mugnai per capire e toccare con mano il valore aggiunto della materia prima italiana”. Solo così il visitatore ricorderà la differenza: toccare e assaggiare sono due “prove” indispensabili per riconoscere un vero Dop da una imitazione non originale, non prodotta in Italia.
“ E’ in questo modo – sottolinea Comolli – che può crescere anche il valore economico dei nostri prodotti, solo in questo modo si può recuperare un ulteriore incremento di prezzo e soprattutto spostare la redditività della pirateria alimentare verso l’originale”.
Tante, ricorda Comolli, sono le ‘delicatesse’ mondiali in vetrina lungo il Po: oltre 100 piatti antichi e 100 prodotti Dop uniti in ricette che nel medioevo erano declamate a tavola dagli “scalchi”, i cucinieri-presentatori nelle dispense e refettoridi Papi e Cardinali. Un insieme di eccelsa qualità dell’origine negli orti e broli degli allevamenti, frutto di scambi fra “scalchi” dei Visconti con gli Sforza, dei Gonzaga con i Pallavicino, dei Malaspina e degli Este. Dai Longobardi in poi, da San Colombano fino all’ Illuminismo, le corti monastiche e le credenze degli Abati sono stati luoghi di creazione della dieta, fra scambi e contaminazioni, che hanno permesso di produrre un pane farinoso e duro in Piemonte, una micca a farina bianca pavese, una copia ferrarese.
Redazione Newsfood.com





