Fipe: “Non veri i motivi ENI su gara buoni pasto”

Fipe: “Non veri i motivi ENI su gara buoni pasto”

Non corrisponde al vero quanto motivato da Eni Servizi in merito alla scelta di ricorrere al metodo dell’offerta al
massimo ribasso per indire la gara di appalto dei buoni pasto da distribuire ai suoi dipendenti.

Come si legge dalle colonne di un quotidiano, il colosso degli idrocarburi ha spiegato che tale scelta è perfettamente in linea con il Codice degli appalti, mentre risulta chiaramente
che, per ostacolare eventuali scorrettezze o infiltrazioni della criminalità organizzata, nelle gare di appalto per i servizi sostitutivi di mensa – ai sensi dell’art. 285 del
regolamento del Codice dei contratti pubblici – è da preferire il sistema dell’offerta economicamente più vantaggiosa, salvo motivare dettagliatamente il ricorso al metodo del
massimo ribasso. Oltretutto non è neanche dimostrabile, come invece sostiene Eni, che il metodo del massimo ribasso favorisca la più ampia partecipazione dei concorrenti alla
gara.

Infine, non corrisponde al vero che – sempre come sostiene Eni – le condizioni di pagamento e il tasso di interesse applicato per i ritardi di pagamento siano soggetti a libera negoziazione
commerciale e che non siano vincolanti. Come risulta da giurisprudenza consolidata e dalla stessa Autorità di vigilanza sui contratti pubblici, le amministrazioni pubbliche come l’Eni
non possono derogare da tempi di pagamento e dal riconoscimento di interessi nella misura stabilita dal D.lgsl. 231/2002 e dalle direttive comunitarie.

«La realtà – sostiene Lino Stoppani, presidente Fipe, la federazione che difende gli interessi di 250 mila pubblici esercizi italiani – è che nella gara col massimo ribasso
a rimetterci saranno proprio gli esercenti che vedranno traslato lo sconto maggiore in una commissione più alta che sarà dovuta sui loro incassi da buono pasto. È evidente
che l’Eni sta cercando di fare solo i suoi interessi a danno anche dei suoi dipendenti che troveranno difficoltà a spendere un buono pasto, perché quello stesso buono pasto per
l’esercente varrà molto meno del valore indicato sopra. L’Eni non si cura neanche del fatto che i ritardi di pagamento negli appalti pubblici possono favorire quegli appaltatori che per
i motivi più vari, magari anche al limite della legalità, non hanno problemi di liquidità».

www.fipe.it

Redazione Newsfood.com+WebTv

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