Finanziaria: “no” alla vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata

Finanziaria: “no” alla vendita dei beni confiscati alla criminalità organizzata

Il presidente della confederazione Giuseppe Politi: pieno appoggio all’iniziativa di “Libera”, con la quale è stato sottoscritto un protocollo di collaborazione che sta dando importanti
risultati nella gestione dei terreni agricoli sottratti ai clan malavitosi. Riaffermata la  etta contrarietà all’emendamento approvato dal Senato, che deve essere cancellato durante
la discussione alla Camera.
 
“Non si possono fare regali alle mafie, alla criminalità organizzata. Non si può assolutamente tradire l’impegno di milioni di cittadini e lo sforzo compiuto da tantissima gente
onesta che lotta e si batte contro chi fa della violenza, del sopruso, dell’illegalità il suo verbo quotidiano. Per questo motivo siamo a fianco di ‘Libera’ e sottoscriviamo l’appello
lanciato da don Luigi Ciotti affinché venga cancellato dalla legge finanziaria per il 2010 l’emendamento, introdotto e approvato dal Senato, che consente la vendita dei beni confiscati
alle mafie invece di farne, come prevede una legge del 1996, un uso sociale”.

Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi per il quale una misura del genere significa una resa dello Stato davanti ai delinquenti, ai boss
malavitosi che, grazie a tale emendamento, potrebbero rientrare in possesso dei beni sottratti attraverso l’incessante e prezioso lavoro delle forze dell’ordine e della magistratura. Politi
ricorda che la Cia ha sottoscritto un protocollo di collaborazione con “Libera-Associazioni, nomi e numeri contro le mafie”.

La Confederazione attraverso le sue strutture e i suoi tecnici, fornisce consulenza e assistenza alle cooperative e ai soci del progetto “Libera Terra” nella gestione dei terreni confiscati alla
criminalità organizzata. Un accordo che sta già dando importanti risultati in molte realtà del nostro Paese. “Bisogna, quindi, impedire – ha aggiunto il presidente della Cia
– che avvenga la vendita di questi beni. E siamo d’accordo con don Luigi Ciotti per quanto riguarda il rafforzamento dell’azione di chi indaga per individuare le ricchezze dei clan e l’esigenza
di introdurre norme che facilitano il riutilizzo sociale dei beni e venga data concreta attuazione alla norma che stabilisce la confisca di beni ai corrotti”.

“Siamo, dunque, con don Ciotti. Abbiamo firmato – ha detto Politi – il suo vibrante appello e facciamo in modo che non si compia il drammatico errore di vendere i beni. Si correrebbe, infatti, il
rischio, come ha subito evidenziato il presidente di ‘Libera’ di restituirli alle organizzazioni criminali, capaci di mettere in campo ingegnosi sistemi di intermediari e prestanome e
già pronte per riacquistarli, come ci risulta da molteplici segnali arrivati dai territori più esposti all’influenza dei clan. L’emendamento alla finanziaria deve essere, pertanto,
abolito nella discussione alla Camera”.

D’altra parte, con il protocollo di collaborazione che abbiamo sottoscritto con ‘Libera’ – ha rilevato il presidente della Cia – intendiamo riaffermare l’esigenza di un’iniziativa propulsiva nei
confronti del fenomeno della criminalità che da tempo si è accanita anche nei confronti degli agricoltori in numerose regioni. Per questa ragione, oltre a sostenere iniziative come
quella di ‘Libera’, cerchiamo di dare il nostro supporto e la nostra collaborazione all’azione dell’autorità giudiziaria e di polizia di contrasto alla criminalità nelle
campagne”.

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