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Figli di stranieri nati in Italia: nuove regole per richiedere la cittadinanza

By Redazione

In conseguenza del forte flusso migratorio cui è soggetta l’Italia, il Ministero dell’Interno ha affrontato la questione dei figli di stranieri che, essendo nati e cresciuti nel nostro
Paese, richiedano la cittadinanza italiana.

Si tratta di un fenomeno destinato ad assumere nei prossimi anni dimensioni rilevanti e che deve essere affrontato tenendo conto della legittimità della richiesta di cittadinanza da
parte di chi, pur essendo figlio di stranieri, in Italia ha trovato la propria casa.
Per questi motivi, con la circolare n. 22 del 7 novembre 2007, il ministero dell’interno ha ricordato l’art. 4, comma 2 della legge 5 febbraio 1992, n. 91, che stabilisce, come condizione
essenziale per l’accoglimento della domanda di cittadinanza, l’aver risieduto in Italia legalmente e senza interruzioni fino alla maggiore età.
Prima di compiere 19 anni, il richiedente (il cui permesso di soggiorno deve essere annotato su quello dei genitori) deve presentare al Comune l’apposita domanda, corredata dall’atto di
nascita, dalla documentazione relativa alla residenza e da eventuali altri documenti che possano dimostrare il possesso delle condizioni necessarie per diventare cittadino italiano.
Il Ministero, tuttavia, ha osservato che spesso i genitori dotati di regolare permesso di soggiorno non hanno fatto inserire in esso i figli nati in Italia o non li hanno iscritti all’anagrafe
e, per tutelare il minore che non ha responsabilità dell’omissione, ha precisato che “l’iscrizione anagrafica tardiva del minore presso un Comune italiano, potrà considerarsi non
pregiudizievole ai fini dell’acquisto della cittadinanza italiana [?]ove vi sia una documentazione atta a dimostrare l’effettiva presenza dello stesso nel nostro Paese nel periodo antecedente
la regolarizzazione anagrafica (attestati di vaccinazione, certificati medici in generale etc)”.
Inoltre, se in periodi successivi alla nascita si rilevassero brevi interruzioni nella titolarità del permesso di soggiorno, sarà possibile dimostrare la permanenza continuativa
sul territorio italiano mediante “documentazione integrativa quale certificazione scolastica, medica o altro, che attesti la presenza in Italia”.

Ministero dell’Interno, circolare n. 22 del 7 novembre 2007
Scarica il documento completo in formato .Pdf

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