Ferrovie piemontesi: no ai tagli sulla Acqui-Ovada-Genova

Torino, 15 Ottobre 2007 – «Nessun taglio sulla linea Acqui-Genova» è quanto chiedono gli assessori ai Trasporti di Piemonte e Liguria, Daniele Borioli e Luigi Merlo,
in una lettera indirizzata a Rfi e Trenitalia, l’iniziativa è maturata a seguito della riunione del tavolo tecnico, riunitosi lo scorso 10 ottobre per occuparsi delle problematiche della
linea. Durante l’incontro infatti, Rfi aveva espresso l’intenzione di limitare ad Acqui l’abilitazione della linea Acqui-Genova nelle ore notturne, dalle 21.00 alle 5.00. Questo determinerebbe
però la modifica dei treni 6172, Genova-Acqui delle 20.37, e del 6175 Acqui-Genova delle 20.47 che dovrebbero essere limitati a Ovada e collegati poi ad Acqui attraverso un servizio
navetta svolto con autobus.

Una «soluzione» che secondo Borioli e Merlo creerebbe delle conseguenze pesanti sui servizi ai viaggiatori. «Considerata l’importanza che la stazione di Acqui riveste nello
schema delle linee ferroviarie liguri-piemontesi, in quanto origine e destinazione di ben 4 linee, crediamo sia un disagio non sopportabile per i viaggiatori vedersi sopprimere di fatto, la
fermata di Acqui nelle ore serali. Va precisato che in questo caso il rischio di ridimensionamento non dipende tanto da Trenitalia, quanto da Rfi gestore della rete. Siamo comunque fiduciosi –
concludono i due assessori – che la nostra sollecitazione porterà i suoi frutti e che i pendolari potranno continuare a contare sulla fermata di Acqui anche dopo le otto di sera».

Frutto di una stretta collaborazione tra le amministrazioni di Piemonte e Liguria, il tavolo tecnico è stato istituito proprio per consentire alle due Regioni di svolgere un’azione
comune su una tratta che, per le sue peculiarità di linea di confine, rischiava di essere poco considerata nelle strategie delle Ferrovie: «Il lavoro che stiamo svolgendo insieme
alla Liguria – spiega Borioli – ci permette di monitorare queste linee e svolgere una programmazione comune, ma anche e soprattutto, come in questo caso, di poter parlare con una sola voce
agendo tempestivamente quando necessario».

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