Ferrero (FI) sulla scelta di Carpice per il nuovo ospedale di Moncalieri

By Redazione

Torino – «L’assessore Artesio non ha saputo spiegare le ragioni tecniche che farebbero prediligere il sito di Carpice a quello di Moriondo per la costruzione del nuovo
ospedale di Moncalieri» così Caterina Ferrero, consigliere regionale di Forza Italia, commenta a margine della riunione della Commissione Sanità a palazzo Lascaris, dove
c’è stata l’audizione dei tecnici incaricati di individuare la localizzazione del nuovo nosocomio.

«Le obiezioni che abbiamo sollevato – spiega l’esponente azzurra – non hanno trovato alcuna risposta da parte della Giunta, nonostante la presenza di tecnici in Commissione. Per cui
l’assessore ha chiesto di aggiornare la seduta a una data in cui qualcuno potrà rispondere ai rilievi che abbiamo mosso. In sintesi, ci dovranno spiegare perché dovremo scegliere
di costruire il nuovo ospedale nell’area più piccola, attraversata da un elettrodotto, con meno possibilità di espansione e con la vicinanza di due siti inquinati di cui non si sa
molto».
L’esponente azzurra riassume le numerose osservazioni sollevate nel corso dell’audizione in Commissione, iniziando dalla dimensione dell’area di Carpice.

«Quest’area – spiega Ferrero – ha una superficie di 42mila mq. contro i 62mila di Moriondo. L’ospedale deve essere collocato in siti che possano assicurare una futura espansione fino a
una superficie di 100mila metriquadri. Mentre Carpice è congestionata, Moriondo è collocata in pieno territorio agricolo e offre questa possibilità di allargamento e
vicinanza con le aree del Movicentro. Non possiamo trascurare i problemi che potrebbero verificarsi in caso di necessità futura di ampliare l’ospedale e i servizi connessi».

Quanto alle problematiche di natura idrogeologica, che renderebbero inadatto il sito di Moriondo, sottolinea ancora Ferrero «è vero che la zona è indicata dal piano
regolatore con il reticolo «Ema», che prevede il divieto di realizzare piani interrati. Ma tutta la zona ha già visto investimenti, negli scorsi anni, per milioni di euro,
per la messa in sicurezza rispetto al rischio di alluvioni determinato dalla presenza di rii. Inoltre, nelle adiacenze sono già stati realizzati importanti insediamenti produttivi,
commerciali e residenziali, che fanno presumere che il presupposto del vincolo possa venire meno. Mi chiedo se per nessuno di essi non siano stati costruiti piani interrati, autorizzati con
concessioni del Comune!».

L’assessore Artesio ha precisato che sulla localizzazione del nuovo ospedale sarà convocata la conferenza dei sindaci.
«La Provincia – aggiunge il vice presidente del consiglio provinciale Giuseppe Cerchio – non può essere esclusa dalla programmazione e dalla scelta del sito che ospiterà il
nuovo ospedale di Moncalieri. Saitta in forza del recente piano sanitario e della legge regionale 18 dell’agosto 2007 ha la possibilità e il dovere di incidere sulla decisione
finale».

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