Ferrarelle prova a rimettersi in sesto

Il gruppo Ferrarelle viene da anni particolarmente duri, segnati dall’uscita dal gruppo Danone e dal subentro delle nuova proprietà, il passaggio non è stato indolore e non sono
mancati momenti di tensione, anche a causa delle condizioni nelle quali Danone aveva lasciato l’azienda, la ristrutturazione, tanto per cambiare, ha gravato soprattutto sulle spalle dei
lavoratori che hanno dovuto subire trasferimenti e ridimensionamenti del personale.

Oggi Ferrarelle si sta riorganizzando, puntando su settori strategici, su investimenti, innovazione e ampliamento della gamma e del sostegno ai marchi. Manca però ancora un adeguato
riconoscimento del ruolo del lavoro come elemento fondamentale per il futuro dell’azienda.
L’instabilità di questo periodo di transizione ha reso difficile l’istaurarsi di quelle relazioni sindacali, fondate su correttezza e trasparenza dei comportamenti, che sono
indispensabili per poter gestire in modo partecipativo e preventivo le strategie industriali condivise. Proprio per questo la piattaforma per il rinnovo dell’integrativo di gruppo che i Fai,
Flai e Uila presenteranno a breve all’apertura della trattativa, mira, per i prossimi 4 anni, a (ri)costruire un sistema di relazioni industriali basate sul dialogo e sul confronto, sul
coinvolgimento dei lavoratori e sulla formazione continua.

All’investimento in formazione è riconosciuto dalla piattaforma un ruolo centrale per costruire lo sviluppo delle professionalità, delle competenze personali e professionali a
sostegno della crescita aziendale. In quest’ottica di valorizzazione delle risorse umane, i sindacati propongono all’azienda l’avvio di percorsi formativi per l’acquisizione e il potenziamento
di competenze trasversali alle singole posizioni lavorative e chiedono l’impegno a porre particolare attenzione alla garanzia delle pari opportunità.

Accanto agli investimenti in gestione e produzione, è il messaggio più evidente di questa piattaforma, non è più pensabile non comprendere quelli sulla forza lavoro
che concorre altrettanto allo sviluppo e alla crescita della qualità globale.

Laura Svaluto Moreolo

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