Federalismo Lombardia: partito negoziato con il Governo su 12 materie

Roma, 30 Ottobre 2007 – Ha preso ufficialmente il via oggi, con un incontro a Palazzo Chigi, il negoziato tra Lombardia e Governo nazionale per il trasferimento alla Regione di
competenze relative a 12 materie, dall’ambiente ai beni culturali, dalla sanità alla previdenza integrativa, sulla base del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione, il
cosiddetto «federalismo differenziato».

La delegazione lombarda, guidata dal presidente Roberto Formigoni, e di cui facevano parte la vice presidente Viviana Beccalossi e gli assessori Davide Boni (Territorio e
Urbanistica) e Romano Colozzi (Risorse, Finanze e Rapporti Istituzionali), si è incontrata nel pomeriggio con la delegazione del Governo, guidata dal presidente Romano Prodi e che ha
visto la partecipazione del sottosegretario Enrico Letta, dei ministri Linda Lanzilotta e Vannino Chiti.
«Si apre oggi una fase nuova – ha spiegato il presidente Formigoni – nei rapporti tra Stato e Regione e soprattutto nei rapporti tra lo Stato e i cittadini. La nostra battaglia per il
federalismo, condivisa non solo dalla gran parte del Consiglio regionale ma da tutto il sistema Lombardia, ha infatti il solo obiettivo di garantire maggiore libertà ai cittadini e ai
corpi sociali».

Nell’intesa raggiunta oggi con il Governo è prevista l’istituzione di una sede paritetica che approfondirà le 12 materie consecutivamente, secondo l’ordine stabilito dal Consiglio
regionale. Questo Tavolo, politico e tecnico, vedrà sempre la presenza dei rappresentanti istituzionali: da una parte il presidente Formigoni o l’assessore Colozzi, suo delegato,
dall’altra un rappresentante del Governo, di norma il ministro Lanzillotta. Di volta in volta potranno partecipare ai lavori assessori e ministri a seconda delle materie da trattare.
Primo appuntamento già fissato tra il 15 e il 20 novembre..
Alla fine del lavoro di approfondimento, verrà predisposto un documento finale unico con le valutazioni su ogni singola materia che dovrà essere condiviso tra Governo e Regione e
quindi trasmesso al Parlamento che dovrà votarlo con la maggioranza degli aventi diritto (quindi una maggioranza qualificata).

«Si tratta – ha spiegato Formigoni – di un lavoro impegnativo ma che vogliamo compiere presto e bene. Se andrà a buon fine, sarà l’inizio di una nuova fase storica per il
Paese, cioè quella del federalismo e del federalismo differenziato, grazie al quale sarà possibile valorizzare le specificità di ogni singola realtà. Siamo convinti
infatti che ad ogni livello istituzionale debbano far capo le materie che esso è meglio in grado di amministrare, a cominciare dall’Unione Europea fino al Governo nazionale e alle
Regioni».

Le materie che verranno esaminate al Tavolo del negoziato sono:
– tutela dell’ambiente
– beni culturali
– giustizia di pace
– organizzazione sanitaria
– ordinamento della comunicazione
– protezione civile
– previdenza complementare
– infrastrutture
– ricerca e innovazione
– università
– cooperazione transfrontaliera
– casse di risparmio e rurali regionali

«Sono tutti settori importanti – ha commentato Formigoni – sui quali abbiamo dimostrato di saper governare, e che è giusto che siano gestiti dal livello di governo più
vicino ai cittadini lombardi».

«Grazie al larghissimo consenso espresso dal Consiglio regionale
– ha detto la vicepresidente Beccalossi – il Governo non ha potuto sottrarsi al confronto con la Lombardia, che è la regione in cui sono avvertite con maggiore forza le esigenze di
federalismo. Non si tratta di scipparsi a vicenda le competenze ma di dare risposte concrete ai cittadini».

Soddisfazione per l’avvio del negoziato è stata espressa anche dall’assessore Davide Boni, che ha sottolineato il «mandato forte» ricevuto dal Consiglio regionale ma anche
dal sistema lombardo a trattare su questi temi e ha auspicato che il lavoro prosegua concretamente e in tempi rapidi.

«La Lombardia – ha sottolineato Colozzi – fa da apripista per tutte le altre Regioni. Mentre prosegue questo lavoro sul federalismo differenziato, ci impegneremo perché la riforma
del federalismo fiscale possa contenere già qualche aggancio, legato all’evolvere della situazione».

Ecco l’elenco dettagliato delle 12 materie oggetto del negoziato tra Governo e Regione Lombardia.

1) TUTELA DELL’AMBIENTE E DELL’ECOSISTEMA Si chiede maggiore autonomia nella definizione di criteri, limiti e soglie per la tutela di aria, acqua e suolo dall’inquinamento, negli
interventi sulle fonti inquinanti, nella possibilità di intervenire sulle caratteristiche costruttive e funzionali e sui requisiti di idoneità dei veicoli a motore e
nell’applicazione delle normative europee.

2) TUTELA DEI BENI CULTURALI Acquisizione delle competenze che consentano di ricondurre ad unità gli interventi di tutela, valorizzazione e gestione dei beni culturali in
Lombardia. In particolare la richiesta è di assumere alcuni compiti attualmente in capo alla Direzione regionale del Ministero e alle Soprintendenze lombarde.

3) ORGANIZZAZIONE DELLA GIUSTIZIA DI PACE L’obiettivo è ottenere le competenze necessarie al potenziamento dei giudici di pace in Lombardia e a una loro più razionale
distribuzione sul territorio, in modo da dare un contributo alla diminuzione dei tempi del contenzioso e alla migliore fruibilità del servizio «giustizia», a vantaggio dei
cittadini e delle imprese.

4) ORGANIZZAZIONE SANITARIA Questa materia è già di competenza regionale ma è percepita la necessità di consolidare il riconoscimento dell’autonomia regionale
che è stata messa in discussione da alcune sentenze della Corte Costituzionale. Queste pronunce hanno ricondotto alcuni aspetti organizzativi all’osservanza di principi fondamentali non
derogabili da parte della Regione. Lo scopo è evitare che alcune sfere d’intervento possano essere sottratte alla disponibilità regionale.

5) ORDINAMENTO DELLA COMUNICAZIONE Riconoscimento di un ruolo più incisivo per la Regione, in particolare nella definizione del rapporto con il servizio pubblico (RAI) e
nell’impiego a livello regionale di una quota del canone RAI versato dai cittadini residenti in Lombardia e dei proventi pubblicitari. In particolare, si vuole incrementare il sostegno al
sistema dell’informazione locale.

6) PROTEZIONE CIVILE Lo scopo è la regionalizzazione del Corpo forestale dello Stato. Il Corpo forestale regionale dovrebbe poter sostituire, nell’ambito del territorio regionale,
il Corpo forestale dello Stato e svolgere nelle materie di competenza regionale le funzioni e i compiti allo stesso attribuiti in campo nazionale.
Alla Regione spetterebbero l’organizzazione, il reclutamento e l’aggiornamento professionale del Corpo.

7) PREVIDENZA COMPLEMENTARE E INTEGRATIVA Garantire alla Regione la facoltà di promuovere forme di previdenza integrativa su base regionale.

8) INFRASTRUTTURE Per sanare il deficit infrastrutturale occorre favorire l’emanazione di una legislazione regionale che disciplini la materia garantendo il massimo coinvolgimento degli
enti locali.
In particolare, è necessario associare la Regione al processo decisionale per la realizzazione delle infrastrutture di interesse sopranazionale e di primario interesse nazionale oltre
che consentire alla Regione il pieno governo del procedimento per la realizzazione di infrastrutture per la mobilità che insistono sul territorio lombardo.

9) RICERCA SCIENTIFICA E TECNOLOGICA E SOSTEGNO ALL’INNOVAZIONE PER I SETTORI PRODUTTIVI Incentivazione della ricerca, diffusione dell’innovazione e trasferimento di conoscenze e di
tecnologie a favore del sistema produttivo regionale, sviluppo e incentivazione di interazioni virtuose tra università, centri di ricerca e imprese, parchi scientifici e tecnologici,
distretti industriali. Queste le funzioni su cui si chiede maggiore autonomia.

10) UNIVERSITÀ: PROGRAMMAZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA E DELLE SEDI L’obiettivo è costituire il Sistema universitario regionale attraverso l’istituzione di corsi
specificamente inerenti alla realtà regionale, lavoro, cultura e formazione. Si chiede il trasferimento alla Regione di risorse statali per il funzionamento ordinario delle
università e per la programmazione territoriale delle sedi universitarie.

11) COOPERAZIONE TRANSFRONTALIERA Attribuzione della facoltà di stipulare accordi con Stati confinanti o vicini, anche in assenza di simili accordi tra questi Stati e lo Stato
italiano.

12) CASSE DI RISPARMIO, CASSE RURALI, AZIENDE DI CREDITO A CARATTERE REGIONALE; ENTI DI CREDITO FONDIARIO E AGRARIO A CARATTERE REGIONALE Una più ampia competenza legislativa
servirebbe ad adeguare l’istituzione e l’ordinamento delle cosiddette «banche regionali» alle esigenze dell’apparato produttivo in una logica di promozione dello sviluppo economico
regionale. (Ln)

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