Federalismo: il 26 ottobre parte il negoziato col Governo
4 Ottobre 2007
Milano, 4 Ottobre 2007 – Alle 12 del 26 ottobre si aprirà ufficialmente a Palazzo Chigi il negoziato Governo-Lombardia per il trasferimento alla Regione di competenze (e risorse)
relative a 12 materie, dall’ambiente ai beni culturali, dalla sanità alla previdenza integrativa.
Saranno da un lato il presidente del Consiglio, Romano Prodi, e dall’altro il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, a guidare le rispettive delegazioni al tavolo.
«Finalmente, dopo non poca insistenza da parte nostra, il Governo Prodi ha acconsentito a fissare la data di partenza del federalismo in Italia», ha sottolineato il presidente
Formigoni, che ne ha dato l’annuncio dopo l’incontro, nel tardo pomeriggio di ieri a Roma, con il ministro degli Affari regionali Linda Lanzillotta.
«Un federalismo – ha spiegato – differenziato: e la Lombardia è la prima Regione ad aprire il negoziato, altre Regioni potranno seguire; e un federalismo, nel contempo, fiscale,
perché è evidente che assieme al trasferimento di competenze occorre stabilire un trasferimento di risorse», ha aggiunto Formigoni.
A questa tappa decisiva – ha ricordato il presidente lombardo – «si è giunti attraverso un cammino cominciato da lontano, frutto dell’iniziativa della Giunta regionale e del suo
presidente in prima persona, del largo consenso espresso dal Consiglio regionale (in particolare con la risoluzione approvata il 26 marzo scorso, ndr.), del consenso anch’esso larghissimo
emerso dalle istituzioni locali e dalla società lombarda».
Le materie che verranno esaminate al Tavolo del negoziato sono:
– tutela dell’ambiente
– beni culturali
– giustizia di pace
– organizzazione sanitaria
– ordinamento della comunicazione
– protezione civile
– previdenza complementare
– infrastrutture
– ricerca e innovazione
– università
– cooperazione transfrontaliera
– casse di risparmio e rurali regionali
«Sono tutti settori importanti – ha commentato Formigoni – sui quali abbiamo dimostrato di saper governare, e che è giusto chesiano gestiti dal livello di governo più vicino
ai cittadini lombardi».
L’esito del negoziato darà luogo o a un disegno di legge o a un Accordo Stato-Regioni. Di queste due possibilità Formigoni ha riferito di averne discusso ieri con il ministro
Lanzillotta. In ogni caso l’atto finale dovrà essere il voto di Camera e Senato, a maggioranza qualificata.





