Federalismo fiscale, potrebbe essere approvato questa sera

 

Stasera, quasi in sordina, potrebbe essere approvato il progetto del ministro Calderoli sul federalismo fiscale, che per anni ha contraddistinto la battaglia politica della Lega Nord.
Si tratta di una scelta importante e su cui si è discusso per anni ma che, chissà perché, sembra stia passando sotto silenzio. Forse perché in molti
ritengono che, in realtà, si tratti di una “scatola vuota”, di un contentino di Berlusconi a Bossi, per far sventolare al suo alleato un successo politico nella prossima campagna
elettorale per le europee, mentre le cose concrete “si vedranno dopo”.

Ma, in realtà, anche se siamo di fronte a una “legge cornice” che dovrà ancora essere riempiata di contenuti, si tratta di un passo importante per l’organizzazione dello
Stato.

Il Senato ieri ha esaminato e votato la metà degli articoli del disegno di legge Calderoli, arrivando ad approvare fino all’articolo 13 del provvedimento, che ne conta in tutto
26. L’esame e le votazioni riprenderanno questa mattina alle 9,30 e gli esperti di lavori parlamentari ritengono che il voto finale possa arrivare in serata.


Il Pd: possiamo anche votare a favore, se…
Il lungo lavoro di Bossi e di Calderoni può anche portare a una novità politica di rilievo. Veltroni ha detto ieri che il Pd potrebbe anche votare a favore del
provvedimento, ponendo tra le condizioni che il governo ne quantifichi i costi.

Il Pd pone “tre condizioni di contorno per poter votare il federalismo fiscale”, la prima delle quali è che il Tesoro “dica quanto costa questa riforma”.

“La prima questione sono le risorse – spiega il segretario del Partito democratico – quanto costa questa riforma. Il ministero dell’Economia non ha ancora detto nulla sulle cifre,
e così è solo un contentino. In secondo luogo noi diciamo no al Federalismo senza una Camera delle Regioni, e in terzo luogo chiediamo una Carta delle autonomie locali”.
Veltroni insiste sul primo punto, e ai cronisti che chiedono come voterà il Pd in Senato, risponde: “sul voto deciderà il gruppo al Senato. Però non si può
fare una legge senza dire quanto costa; non scherziamo. Le cifre fanno la differenza tra una legge e un volantino”.

Tremonti: non sappiamo quanto costerà
Ma è difficile stabilire le cifre dell’impatto economico che avrà il federalismo fiscale. Lo ha detto il ministro dell’Economia Giulio Tremonti intervenendo nell’Aula del
Senato aggiungendo che “le variabili che devono esser conteggiate sono un numero elevatissimo, non sono formule meccaniche come nei sistemi semplici, ma compongono un sistema olistico
come il corpo umano; interagiscono tra di loro essendo interdipendenti e coniugate”.
Belle parole, anche più elevate di quelle che si usano correntemente, ma per Giovanni Legnini, che replica a nome del gruppo del Pd al Senato, “la risposta non ci appare
convincente. Questi dati li avete o no? O ci dobbiamo accontentare della risposta che ‘a questa altezza’ non si può dire nulla? Volete darci almeno qualche valutazione? In queste
settimane abbiamo fatto un buon lavoro: dateci i numeri e, prima che il testo sia licenziato, saremo in grado di verificare la congruità. Non continuate a dirci ‘vediamo dopo’
perché non è serio”. “Assolvete a questo impegno – ha concluso Legnini – e in una o due settimane possiamo completare il lavoro”.

Critica anche l’Udc
Anche per il presidente dei senatori dell’Udc, Gianpiero D’Alia “le rassicurazioni del governo non sono sufficienti: resta critica la nostra valutazione su un provvedimento senza
garanzie di copertura né dati certi. Inoltre, il ministro Calderoli non ha chiarito quale sarà il ruolo delle autonomie speciali, in particolare rispetto alle norme che si
sovrappongono surrettiziamente agli Statuti. Per questi motivi – ha concluso D’Alia – abbiamo votato a favore della richiesta del Pd di ‘non passaggio agli articoli’ “.

 

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