Caso Europa7, ADUC: Perché Romani esulta?

 

Firenze – “La questione e’ risolta, in maniera definitiva: non esiste piu’ il problema Europa 7”.

Il sottosegretario alla Comunicazioni , Paolo Romani, esulta per la sentenza del Consiglio di Stato che ha condannato lo Stato ad un risarcimento di un milione di euro, che noi
cittadini dovremo pagare. Non capiamo il perche’ dell’esultanza di Romani: la sentenza ha riconosciuto che i diritti di Europa 7 sono stati violati e per tanto tempo.

Oltre al risarcimento danni, che Europa7 stimava in tre miliardi di euro, c’e’ ancora aperta la questione delle frequenze assegnate dal Governo all’emittente che non ha mai potuto
iniziare le trasmissioni a livello nazionale, in quanto Rete 4 le occupava.

Il proprietario di Centro Europa 7, Francesco Di Stefano, si era gia’ dichiarato insoddisfatto “nel 1999 ho ricevuto una concessione per coprire l’80% del territorio e il 95%
della popolazione. Dopo quasi 10 anni, oggi mi hanno assegnato un canale che copre, effettivamente, il 18% della popolazione e il 10% del territorio”. Su questo punto e’ stata
presentata un’interrogazione parlamentare dalla senatrice Donatella Poretti, ancora senza risposta.

Ripetiamo. Perche’ esulta Romani? Cosa c’e’ di positivo in una vicenda che, a distanza di 10 anni, ancora non si e’ conclusa? Le frequenze insufficienti, una multa a carico della
collettivita’.

La sentenza del Consiglio di Stato conferma che la violazione c’e’ stata, un sistema televisivo tutt’altro che libero dall’ingerenza dei partiti in Rai e dal conflitto di interessi
(Mediaset). Cosa c’e’ da esultare?

 

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