Fast food, meno grassi trans nelle patatine fritte

Fast food, meno grassi trans nelle patatine fritte

Le cinque sorelle, le più importanti catene commerciali, di fast food hanno recentemente diminuito la dose di grassi trans per l’olio di cottura delle patatine.

Questo il messaggio di una ricerca dei NIH (National Institutes of Health) e dell’Università del Minnesota, diretto dalla professoressa Lisa Harnack e alla presentato National Nutrient
Database Conference in corso a Grand Forks, in North Dakota.

La professoressa ed i suoi compagni hanno preso in esame i dati del Nutrition Coordinating center database, con i valori nutrizionali di 18.000 alimenti, offerto dall’Università del
Minnesota. Dopodiché, gli esperti hanno isolato i livelli di grassi trans misurati nelle patatine fritte offerte dalle cinque sorelle, McDonald’s, Burger King, Wendy’s, Jack in the Box e
Dairy Queen, nel periodo 1997-2008.

Sì è notato come tre dei colossi ( McDonald’s, Burger King e Wendy’s, le prime 2 presenti anche in Italia) hanno diminuito notevolmente la quantità di grassi trans presenti
nell’olio di cottura delle patatine fritte; inoltre, la presenza degli acidi grassi saturi è rimasta costante, se non calata anch’essa.

Commenta la professoressa Harnack: “Fa piacere registrare questa diminuzione e constatare che i fast food non hanno aumentato gli acidi grassi insaturi nell’olio per bilanciare la minor
presenza di grassi trans come tipicamente viene fatto. Si tratta di buone notizie, se consideriamo che qui negli Stati Uniti in media il 10% delle calorie quotidiane arriva da cibi consumati
nei fast food. Ma attenzione: il cibo da fast food è ancora ben lontano dall’essere sano, perché troppo calorico e troppo salato”.

Fonte: “Fast food chains have significantly decreased trans fats in cooking oils, study finds” University of Minnesota School of Public Health news release 15/07/010

Matteo Clerici

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