Evangelisti: «Frattini avvii accordi bilaterali con paesi»

By Redazione

«Seppur apprezzabile, il tentativo del ministro Frattini di allestire una sovrastruttura normativa degna di una democrazia per le retate antirom, non può far dimenticare che il
compito primario del titolare della Farnesina è quello di relazionarsi con le cancellerie e i governi di altri paesi per modificare norme e regolamenti di respiro internazionale, non
quello di impegnarsi perché i provvedimenti degli Interni vengano legittimati di fronte alle norme europee».

E’ quanto sostiene il vicepresidente dei deputati di Italia dei Valori, Fabio Evangelisti.

«Inoltre, come il ministro già saprà, Schengen non ha abolito i controlli ma ne ha soltanto modificato la geografia, spostandoli dalla linea di confine dei paesi membri al
loro interno. Ovvero, mentre prima era possibile controllare e respingere gli irregolari alla frontiera, oggi il medesimo controllo e il provvedimento di espulsione possono essere presi nei
confronti dello stesso irregolare anche se ha già oltrepassato la frontiera.

Non solo – aggiunge Evangelisti-, Schengen ha anche provveduto alla creazione di una banca dati centralizzata in cui le forze dell’ordine di ogni paese membro possono controllare
l’identità dell’individuo fermato e venire a conoscenza in tal modo di possibili capi di imputazione e precedenti».

Conclude il responsabile Esteri per l’IdV: «Più che pensare a come riformare il trattato di Schengen, quindi, quello che serve all’Italia e all’Europa è definire un quadro
di trattati bilaterali con i paesi tributari di flussi migratori, perché si rendano disponibili a riammettere nel proprio territorio i loro cittadini raggiunti da provvedimenti di
espulsione in Italia».

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