Etichetta con la faccia di Hitler. Un vino fa scandalo a Verona
8 Agosto 2012
Garda, Lago di Garda
Un vino con etichetta particolare ed a Verona scoppia uno scandalo, tra sensibilità personale e possibili risvolti giudiziari.
Matthew e Cindy Hirsh sono una coppia di turisti americani in vacanza nella città scaligera. Lui, avvocato di Philadelphia, entra in supermercato locale per fare un po’ di spesa. Girando
per gli scaffali si avvicina a quello dei vini, che ospita una serie di bottiglie dedicate a personaggi storici. E, tra i volti di capi di Stato e religiosi, Hirsh nota l’immagine di Adolf
Hitler, con una citazione presa dal Mein Kampf.
Il turista, che si dice “Scioccato”, chiede spiegazioni al negoziante che risponde come la bottiglia con l’etichetta del Fuhrer “sia solo storia”.
Il colpo è più duro per la moglie, che nel vino vede un’offesa alla storia di famiglia. Ebrei cecoslovacchi, nel 1994 i parenti della donna furono deportati dal villaggio dove
abitavano ad Auschwitz. E se madre e padre sopravvissero, non fu così per numerosi parenti di lui: i genitori, due fratellini “E la sorella, mia zia Miriam, il mio secondo nome. Quando
lei fu portata via da casa prese solo la sua bambola”.
Miriam Hirsch non ha dubbi: il vino in questione “Non è solo un affronto agli ebrei, anche se io sono ebrea come mio marito. E’ un affronto all’umanità tutta”.
Diventata di dominio pubblico, la faccenda ha generato diverse reazioni.
Il proprietario del negozio ha cercato di calmare le acque, spiegando come le bottiglie vengano esposte non per motivi commerciali (se ne vendono poche) ma “Perché i figli di chi ha
compiuto simili gesti possano vedere e ricordare quanto è stato fatto”.
Il sindaco della cittadina ha annunciato un suo intervento per far ritirare le confezioni incriminate.
Infine, il procuratore della repubblica Mario Giulio Schinaia, ha ipotizzato il reato di apologia del fascismo. Secondo il magistrato, “E’ l’unico reato al momento ipotizzabile, anche se
bisognerebbe inventare quello della stupidità umana. Ma si vede che per fare soldi si seguono tutte le strade anche quelle che vanno contro la cultura e la coscienza delle persone”.
Detto questo, per Schinaia il problema dovrebbe essere risolto non con l’azione della magistratura, ma grazie ad una soluzione condivisa, che nasca “nella cultura e nella coscienza delle
persone. Ma la stupidità umana sembra non avere limiti”.
Matteo Clerici





