Energia – Il Presidente del Consiglio Provinciale Bondetti: D'accordo sull'apertura di Cerutti al nucleare, ma valutiamo anche fonti alternative.

By Redazione

«Le affermazioni del dottor Giancarlo Cerutti vanno nella direzione auspicata dal Governo e segnalata, in tempi non sospetti, anche dal sottoscritto. Il nucleare, inteso ovviamente
di nuova generazione, è una risorsa alla quale il sistema economico italiano non può affatto rinunciare. Non è più ammissibile vivere in
ostaggio di nazioni che vendono all’Italia energia con conseguenze, negative, per le tasche della popolazione. Però, al tempo stesso, sono fermamente convinto che in attesa di
mettere a punto un programma ad ampio respiro sia necessario sfruttare fonti alternative, ricavando il maggior utile da ciò che la natura ci offre. Ciò che
è a portata di mano».

Il Presidente del Consiglio Provinciale Pietro Bondetti prende spunto dalle dichiarazioni rese mercoledì da Giancarlo Cerutti, presidente del «Sole 24
Ore», nel corso dell’assemblea generale degli industriali a Vercelli, per tornare a parlare di una questione di rilevante attualità come l’energia. Se da un lato
Bondetti plaude al ritorno del nucleare, dall’altro chiede di verificare quali strategie possano essere attivate per sviluppare l’utilizzo di fonti alternative.

«La Conferenza di Kyoto ha impegnato tutti i Paesi a sviluppare l’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili – spiega – Sin dall’inizio della rivoluzione industriale, lo
sfruttamento della forza dell’acqua per produrre energia, è stato considerato un mezzo sicuro ed affidabile. Attualmente la forza idraulica viene utilizzata essenzialmente per la
produzione di energia elettrica. Da quasi un secolo e mezzo dighe e centrali idroelettriche fanno parte del paesaggio delle montagne, contribuendo a consolidare nel nostro immaginario l’idea
che l’idroelettrico è una risorsa energetica pulita, disponibile e rinnovabile».

Bondetti però ci tiene a precisare: «Gli impianti di grosse dimensioni con invasi per milioni di metri cubi d’acqua, pur sfruttando una fonte di energia rinnovabile,
hanno anche un impatto negativo sull’ambiente. Possono provocare sconvolgimenti negli ecosistemi preesistenti, modificando i flussi dei corsi d’acqua, lasciando in secca i fiumi per lunghi
tratti e per molti mesi l’anno, con gravi danni al patrimonio ittico. Possono alterare le falde acquifere, peggiorare la qualità delle acque per il minor potere di diluizione degli
inquinanti e, certe volte, rischiano di causare catastrofi geologiche».

E allora qual è la strada percorribile? «Io credo che le considerazioni ambientali sui grandi impianti idroelettrici possano cambiare radicalmente per gli impianti
idroelettrici di piccola taglia (micro – hydro), al di sotto dei 100 kW di potenza. I benefici ambientali legati alla realizzazione di impianti micro – hydro sono notevoli: possono infatti
fornire energia elettrica a zone altrimenti isolate o raggiungibili solo con opere di maggiore impatto ambientale; permettono di attuare una politica di distribuzione sul territorio della
produzione di energia elettrica; utilizzano la risorsa acqua in modo equilibrato e controllato dalle comunità interessate; concorrono alla riduzione della dipendenza energetica dai
combustibili fossili ed infine non producono emissioni di gas serra, né altre sostanze inquinanti. Gli impianti idroelettrici di piccola taglia rappresentano quindi una importante
fonte energetica rinnovabile e possono contribuire attivamente allo sviluppo sostenibile del territorio in cui sono inseriti».

Il Presidente del Consiglio Provinciale conclude così: «Sono suggerimenti, riflessioni a voce alta, che possono valere per qualsiasi territorio del nostro Paese.
Nucleare sì, lo ribadisco. Ma non come unica risorsa».

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