Emilia Romagna: Nuova proposta per la pesca sportiva

Emilia Romagna: Nuova proposta per la pesca sportiva

Bologna – Come promesso prima delle elezioni regionali, il sindaco di Ottone, Giovanni Piazza, annuncia per domani nella sede della Provincia di Piacenza la presentazione della proposta di
legge sulla pesca sportiva nei fiumi, da consegnare all’Assemblea legislativa. Dopo qualche emendamento, la proposta dovrebbe essere sottoscritta da sindaci e associazioni di pescatori e poi
presentata in Regione.   

Si chiede così una variazione alla legge regionale 11/1993 (Tutela e sviluppo della fauna ittica e regolazione della pesca in Emilia Romagna) già modificata dalla successiva
38/2001, per consentire alle Province, e ai Comuni o qualificate associazioni di pescatori dilettanti o professionisti che ne facciano richiesta, “di affidare la gestione di tratti di corpi
idrici classificati ai fini della pesca”.

In questo modo, spiega Piazza in una nota, “si autorizza anche l’eventuale creazione di riserve turistiche di pesca nelle quali, previo rilascio di un permesso a pagamento, sia consentito la
pesca dilettantistica pur con l’obbligo della licenza, e i cui proventi di gestione siano in prevalenza utilizzati per le immissioni di materiale ittico di alta qualità biologica, la
sorveglianza e le spese di organizzazione. Gli organismi di gestione, poi, avrebbero l’obbligo di fornire annualmente alla Provincia il proprio bilancio di esercizio e una relazione
sull’attività svolta”.   

La pesca sportiva, ricorda Piazza, è una importante risorsa, economica e turistica, tanto che le Regioni Lombardia, Liguria e Piemonte hanno già legiferato in questa direzione: la
“Liguria ha autorizzato le Provincie a costituire riserve turistiche, con facoltà di affidarne la gestione preferibilmente a organismi associativi senza fini di lucro, coinvolgendo le
Comunità montane”; in Piemonte sono stati definiti i criteri “delle zone turistiche di pesca, che possono essere date in concessione in via prioritaria a Comuni, organizzazioni piscatorie
riconosciute o soggetti gestori dei bacini di pesca, mentre la Lombardia ha incaricato la Provincia di affidare a Comuni, Comunità montane o associazioni qualificate di pescatori
dilettanti e professionisti, preferibilmente consorziate, la gestione di tratti di corpi idrici”.   

“Lungi da me – ha commentato Piazza – pensare di privatizzare il Trebbia o qualsiasi altro fiume, ma ritengo che la Provincia di Piacenza debba avere pari possibilità di Genova, Pavia e
Alessandria”.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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