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Emilia-Romagna: inaugurazione mercati ittici di Fiume

By Redazione

Bologna, 19 Ottobre 2007 – Con il taglio del nastro domani a Fiume (Rijeka) nasce il primo dei due nuovi mercati ittici croati (l’altro si trova a Parenzo e sarà inaugurato il
prossimo 10 novembre) realizzati grazie al progetto di cooperazione per l’economia ittica dell’Alto Adriatico promosso assieme dalle Regioni Emilia-Roamgna, Veneto, Friuli Venezia-Giulia
insieme alle Regioni croate dell’Istria e Litoraneo Montana, delle città di Pola e Fiume e delle associazioni nazionali della pesca con il consorzio per la pesca (Uniprom).

Il nuovo mercato ittico è stato finanziato grazie alla legge 84 del 2001 che disciplina le forme di partecipazione italiana al processo di stabilizzazione, ricostruzione e sviluppo di
Paesi dell’area balcanica e realizzato con una nuova progettazione comune delle Regioni adriatiche che ha definito anche le opportunità e gli strumenti di una connessione telematica dei
nuovi mercati in Croazia con i mercati ittici adriatici e delle possibilità di connessione telematica tra barche e mercati delle due sponde per comunicare la quantità e la
qualità del pesce pescato.

All’inaugurazione saranno presenti l’assessore regionale alle Attività produttive della Regione Emilia-Romagna Duccio Campagnoli e i colleghi delle Regioni Friuli Venezia Giulia e
Veneto, insieme alle autorità locali.
«La realizzazione dei mercati di Fiume e di Parenzo apre importanti prospettive di sviluppo per l’economia ittica croata e italiana nell’alto Adriatico», ha sottolineato l’assessore
Campagnoli. «Il nostro impegno prosegue nella direzione di uno sviluppo comune dell’economia ittica, in linea con quanto stabilito nei protocolli di intesa, già siglati con le
Regioni del Friuli Venezia Giulia e del Veneto, che hanno anticipato l’avvio dell’euroregione adriatica, istituita con l’adesione delle tre Regioni italiane e croate nell’anno in corso.
L’Adriatico è e deve essere un mare che unisce e non divide, e l’Emilia-romagna vuole essere protagonista della costruzione di una grande regione adriatica come area e risorsa importante
dello sviluppo europeo».

I NUOVI MERCATI ITTICI

Il nucleo centrale del progetto è stato dedicato alla costruzione dei due nuovi mercati ittici di Fiume e Parenzo e delle infrastrutture logistiche ad essi collegati.
Fino ad oggi la Croazia era priva di mercati ittici e i pescatori erano costretti a vendere i prodotti direttamente dalle banchine. I nuovi mercati, collegati ai mercati italiani attraverso una
tecnologia innovativa e sperimentale, consentiranno di incrementare la concorrenza tra gli acquirenti attraverso un’asta elettronica e una moderna rete telematica di distribuzione dei prodotti.

Il nuovo sistema consente anche di collegare direttamente i pescherecci ai mercati. Attraverso i computer di bordo i pescatori sono in grado, infatti, di comunicare immediatamente ai mercati la
qualità e quantità di pesce pescato. I mercati croati, a loro volta, possono poi inviare i dati ai mercati di Grado, Pila e Cesenatico (che funziona da terminal). Tutto questo
renderà possibile, da un lato, un aumento dei volumi di vendita e della qualità e freschezza del pesce e, dall’altro, il trasferimento dei prodotti da un mercato all’altro a
seconda delle necessità, garantendo maggiore efficienza nell’approvvigionamento e una politica di contenimento dei prezzi più favorevole al consumatore. La prossima frontiera,
invece, è quella di collegare direttamente i mercati ittici ai commercianti e questi ultimi ai ristoranti e alle pescherie, e di costruire mercati di distribuzione nell’entroterra
regionale.

«La collaborazione tra le Regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Veneto e le istituzioni costiere transfrontaliere, – conclude l’Assessore Campagnoli – con i diversi progetti in
corso nell’alto Adriatico, rappresenta un primo esempio operativo e sperimentale di applicazione della politica comune per la pesca dell’Unione europea e rappresenta un esempio di una nuova
politica della pesca incentrata sulla gestione autogovernata da produttori e istituzioni di distretti di pesca anche transfrontalieri.

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