Eluana, il nuovo testo prevede la ripresa forzata dell'idratazione: è una legge fatta solo per lei Il Pd voterà no, ma Marini è propenso a dire sì

By Redazione

 

Il colpo di scena, annunciato in ritardo – e quasi per caso – dal ministro Sacconi, alla commissione Sanità del Senato è rappresentato da un emendamento per far riprendere
l’alimentazione artificiale ad Eluana Englaro,   presentato congiuntamente da Pdl, Lega Nord e Udc al disegno di legge depositato dal governo per l’esame del Senato. Il
contenuto del nuovo testo lo ha riferito un’esponente dell’opposizione, la senatrice radicale Poretti, che ha mostrato il testo dell’emendamento ai cronisti.

L’emendamento presentato da Calabrò (Pdl), Rizzi (Lega) e Fasson (Udc), spiega che l’alimentazione e l’idratazione artificiale “debbono in ogni caso essere effettuate alle
persone non in grado di provvedere a se stesse”. Ove questo trattamento fosse in corso esso “non può essere sospeso”, e “se già sospeso deve essere immediatamente
ripristinato”. Insomma una legge fatta esclusivamente per Eluana Englaro.

I radicali hanno, intanto, presentato poco prima delle 18 i loro 1.500 emendamenti alla commissione Sanità del Senato. ma sono 70 gli emendamenti che giungeranno al ddl su Eluana
Englaro nell’aula del Senato. Ne erano stati presentati 1485, ma moltissimi sono stati dichiarati inammissibili.

 

 

L’intervista di Beppino Englaro a El Pais

In un’intervista concessa al quotidiano spagnolo El Pais, Beppino Englaro sottolinea quanto è rimasto solo in questi anni. “Nel 2004 – spiega tra le altre cose – scrissi a
Berlusconi e nessuno mi risposte”. Da Palazzo Chigi arriva una nota molto secca e ufficiale: “Alla segreteria del Presidente del Consiglio non risulta una richiesta di intervento da
parte del signor Englaro nell’anno 2004”. Deve esserci stato, evidentemente, un problema al Protocollo.

In realtà gli Englaro indirizzarono la loro lettera non solo a Berlusconi, ma anche al presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, a quello del Senato, Marcello Pera, a
quello della Camera, Pier Ferdinando Casini, al ministro della Salute dell’epoca, Girolamo Sirchia. Ai due genitori affranti, che illustravano le stesse ragioni che oggi stanno
conoscendo tutti gli italiani, rispose soltanto Carlo Azeglio Ciampi. Gli altri avevano, evidentemente, cose più importanti di cui occuparsi.

Anche Sirchia ora scopre di non saperne niente, ma non si esime dal giudicare il testo degli Englaro: “Non ricordo assolutamente – sostiene l’ex ministro – di aver mai ricevuto una
lettera del genere che certamente, visto il contenuto, non avrei dimenticato. Escludo che questo sia mai accaduto quindi. È vero – ha aggiunto – che al ministro arrivano tante
lettere, ma una proposta orribile e di quel tipo, me la ricorderei”. Si vede che la posta alla presidenza della Repubblica viene consegnata e nei ministeri no.

O forse anche l’ex ministro Sirchia era troppo impegnato in cose troppo importanti per occuparsi della corrispondenza.

 

Oggi la legge al Senato, Schifani: avanti tutta

 

 

Avanti tutta. Il presidente del Senato, come chiesto da Berlusconi, ha dato un’altra accelerazione alla vicenda Englaro. Renato Schifani, ha convocato, infatti, per stasera alle 19
l’Assemblea di Palazzo Madama, anticipando la seduta già prevista per martedì 10. Lo rende noto un comunicato diffuso da Palazzo Madama.
La riunione dei cpaigruppo del Senato ha deciso che il voto finale sul testo avverrà domattina tra le 8,30 e le 9,30. I capigruppo della Camera a conclusione dei loro
lavori hanno deciso che mercoledì a Montecitorio ci sarà un voto sul disegno di legge a scrutinio segreto. Il voto è previsto attorno alle 14-14,30.

Si muove anche il Pd, domani in piazza

 

Come chiesto da molti militanti e simpatizzanti del Partito democratico, si muove anche il Pd a difesa della Costituzione. Gli appelli a difesa di Napolitano hanno raggiunto migliaia
di firme su tutti i siti dove era possibile sottoscriverli ed ecco i democratici che rompono con le esitazioni e “di fronte al tentativo di aprire un conflitto istituzionale nei
confronti del Presidente della Repubblica ha deciso di promuovere due manifestazioni in difesa della Costituzione e in solidarietà con il Capo dello Stato”.  A Roma
la manifestazione si svolgerà domani, martedì 10 febbraio. alle ore 18,30 in piazza Santissimi Apostoli a Roma. Unico a prendere la parola sarà il senatore a vita
Oscar Luigi Scalfaro, presidente emerito della Repubblica. A Milano, invece, la manifestazione promossa dal Partito democratico sarà alle 18 in piazza Fontana.

 

 

E Di Pietro decide di aderire

 

“Noi dell’Italia dei Valori aderiamo alle manifestazioni previste per domani in difesa della Costituzione”. Lo annuncia il leader dell’Idv, Antonio Di Pietro. “Sin dal primo momento
della legislatura – sottolinea – l’Idv ha denunciato il pericolo per la nostra democrazia: ha protestato nelle piazze a fianco dei cittadini e si è battuta in Parlamento
affinché i principi tracciati dai nostri padri costituenti fossero rispettati e non calpestati, come continua a fare il governo Berlusconi.

L’Italia dei Valori sta, senza se e senza ma, con il presidente della Repubblica perché, in questo caso, ha esercitato il ruolo che la Carta costituzionale gli assegna e
perché é stato garante del nostro sistema democratico, bloccando il decreto legge che avrebbe messo il Parlamento di fronte ad un fatto compiuto”. “Con il caso Englaro –
sostiene Di Pietro – il presidente del Consiglio ha colto l’occasione per spaccare ulteriormente il paese e renderlo ingovernabile e instabile, al fine di poter dire che così la
Costituzione non funziona e, quindi, va cambiata”.  
“Ancora una volta – conclude Di Pietro – Berlusconi non ha avuto scrupoli e, approfittando del fatto che si stesse trattando una materia delicatissima, ha tentato di scavalcare una
sentenza creando un pericoloso precedente. Infatti, in futuro, si sarebbe potuto ricorrere a tale prassi replicandola per scopi diversi e personalistici. Ecco perché – conclude Di
Pietro – l’Italia dei Valori ritornerà in piazza domani in difesa della Costituzione”.

Angelo Angeli

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