Edoardo Raspelli: confermo, il Celler de Can Roca di Girona, di Ferran Adrià, è il più grande ristorante al mondo

Edoardo Raspelli: confermo, il Celler de Can Roca di Girona, di Ferran Adrià, è il più grande ristorante al mondo

Milano, 30 aprile 2013
Ecco quello che scrisse sul quotidiano La Stampa sul Celler de Can Roca di Girona (Spagna)
IL GIUDIZIO DI EDOARDO RASPELLI SUL “MIGLIOR RISTORANTE DEL MONDO”
 
Una cantina da sogno, una cucina del paradiso, un voto che rasenta la celestiale perfezione, piatti indimenticabili: questo, sul quotidiano la Stampa di qualche tempo fa, il giudizio del
“cronista della gastronomia” e conduttore di Melaverde su Canale 5, Edoardo Raspelli, dopo una visita fatta come da sua consuetudine, da anonimo cliente pagante sul Celler de Can Roca, il
ristorante spagnolo che è stato decretato “Il migliore del Mondo”.
Ecco il suo articolo apparso giovedì 6 marzo 2008

Ostriche in gelatina e piccione
INDIRIZZO                        Girona (Spagna), can Sunyer 48
RISTORANTE                     CELLER DE CAN ROCA
TELEFONO                        0034.972222157
FAC SIMILE                       0034.972485259
POSTA ELETTRONICA         restaurant@cellercanroca.com
SITO                                
http://www.cellercanroca.com
CARTE DI CREDITO            Tutte
CHIUSO                             Domenica e
lunedì
VOTO                                
19/20
 
Ferran Adrià ha finito di fare danni; sono rimasti solo gli italiani (ristoratori chef e critici o presunti tali) a rimanere a bocca aperta alle gastro-cavolate, spesso non edibili, del
più celebre cuoco spagnolo nel mondo.
Si mangia (e come si mangia!) nelle case più celebri della Catalogna. Nell’anonima periferia di Girona, lungo l’autostrada che dalla Francia porta a Barcellona, ad una quarantina di
chilometri dal mare, la nuovissima sede del tempio gastronomico dei tre fratelli Roca è di una bellezza da rimanere senza fiato: dal grande lussuoso parcheggio riservato spunta il
“fortino” di famiglia.
Si mangia in due grandi corridoi fasciati di vetro e messi a V: in mezzo, un leggiadro giardino.

I cristalli e gli specchi giocano con le pareti bianche abbacinanti o scurissime, tra parquet e luci soffuse in un unicum preso d’assalto (molti gli italiani) anche per la stupefacente bellezza
della sua sterminata cantina.

L’assenza, di proposito, del carrello dei formaggi, è solo un tocco di stravaganza davanti a piatti e  piattini che sono sempre eccellenti e spesso toccano il sublime,
l’inimmaginabile per fantasia, bontà, equilibrio, gusto.
Si gioca tra il dolce ed il salato con la sequela dei piccoli pre-antipasto e la cupoletta di piccione in gelatina è una delle cose più buone che abbia mai mangiato in vita
mia.

Piccoli assaggi arrivano a farvi toccare il cielo con un dito: la crema di finocchi con ricci di mare, le ostriche in gelatina (ma quelle del Pescatore di Canneto sull’Oglio sono ancora
più…straordinarie), il timballo di fegato grasso e fettine di mele saltate, l’assaggio di maialino con la sua paradisiaca pelle croccante come un biscotto, il piccione, il dessert al
latte di pecora.
4 indimenticabili piatti per 130-140 euro.
   
Edoardo Raspelli
Provato il 1-3-2008
                  

Ci limitiamo a riportare, senza alcun commento:
così parlò il gran Maestro… e parlò bene!

Giuseppe Danielli
Direttore Newsfood.com

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