Economia – Gruppo Merloni – O.d.g. del Prc a difesa aziende Fabriano e Gaifana

Nocera Umbra, 16 novembre 2007 – L’accordo raggiunto tra sindacati e datori di lavoro il 5 novembre 2007 per gli stabilimenti Merloni prevede sì la salvaguardia di tutti i siti
industriali del Gruppo, con la conferma dei livelli produttivi degli stabilimenti di Fabriano (1500000 pezzi in tutto il polo in un anno) e di Gaifana (820000 pezzi in un anno nel campo dei
frigoriferi, dei frigocongelatori e delle lavastoviglie), ma allo stesso tempo contempla la richiesta di proroga della Cassa Integrazione per altri due anni per 1100 dipendenti, di cui 600 per
gli stabilimenti di Fabriano e 500 per quelli di Nocera Umbra, nonché la messa in mobilità di un cospicuo numero di lavoratori, sia vicini alla pensione che volontari in piena
età lavorativa.

A farlo notare in un ordine del giorno sono i consiglieri provinciali del Prc Guido De Prisco, Luca Baldelli e Fausto Cocciari, che si dicono preoccupati, alla stregua dei lavoratori, di questa
situazione. “Gli stabilimenti Merloni di Fabriano e Gaifana, eccellenze produttive di rilevanza storica nel tessuto industriale umbro-marchigiano e italiano – si legge nell’o.d.g. – conoscono
da tempo una situazione di incertezza legata al loro futuro, situazione che crea giustificati allarmi tra i lavoratori e i territori interessati, per le ricadute disastrose che avrebbero la
chiusura di quei siti produttivi e la conseguente soppressione di centinaia di posti di lavoro”. Per i tre consiglieri il futuro di un’azienda solida, la quale da tempo ha pianificato
l’allargamento dei propri orizzonti ai mercati emergenti e ai paesi in via di sviluppo, compiendo anche concreti passi in proposito, “non può che apparire velato di ombre nel momento in
cui quella stessa azienda, sia pure seguendo alla lettera accordi pregressi, attiva procedure di mobilità e di allargamento della Cassa Integrazione che appaiono prodromiche allo
smantellamento dei siti produttivi in questione e alla cancellazione di tutti i posti di lavoro esistenti”.

Da qui l’ordine del giorno per “intervenire di concerto con le istituzioni regionali e con quelle comunali più direttamente coinvolte per istituire un tavolo operativo specifico per la
crisi Merloni che, con il concorso attivo e costante delle parti sociali, e senza scavalcare gli accordi sottoscritti il 7 novembre, conduca ad un monitoraggio continuo della situazione
produttiva ed occupazionale delle aziende del Gruppo, e soprattutto ad una chiara presa di posizione della dirigenza aziendale circa la volontà di mantenere o meno, di qui a medio –
lungo termine, le strutture produttive esistenti, con proposte concrete circa il futuro di tutte le aziende in questione”. Con lo stesso documento si chiede anche di indire nei tempi più
brevi possibili un Consiglio provinciale aperto sulla situazione del Gruppo Merloni, con l’intervento di tutte le parti sociali.

Leggi Anche
Scrivi un commento