Politiche di genere e conciliazione vita-lavoro: presto una legge

Una legge regionale sulla cittadinanza di genere e sulla conciliazione vita-lavoro, che indichi i principi a cui tutte le azioni della Regione dovranno attenersi, e anche gli strumenti per
realizzare concretamente una piena parità tra uomini e donne; ci stanno lavorando gli uffici regionali, come ha informato l’assessore alle Pari Opportunità Susanna Cenni,
intervenendo stamani all’incontro su ‘Cittadinanza di genere ed enti locali’, nell’ambito della rassegna Dire & Fare, e, dopo momenti di confronto a vari livelli, la legge vedrà la
luce entro il 2008.

“Dall’incontro di stamani – dice l’assessore Cenni – sono emerse le linee che dovremo dare alla legge. Abbiamo riscontrato una condivisione generale da parte di tutti, enti locali, associazioni
economiche. Ora è necessario dare un orizzonte complessivo e individuare strumenti di intervento innovativi. Tra l’altro – informa l’assessore – ci stiamo muovendo in sintonia con altre
regioni: con la Puglia, che ha già una sua legge, e con Liguria e Piemonte che stanno facendo il nostro stesso percorso”.

La Regione Toscana è impegnata da tempo sul tema delle pari opportunità. Lo Statuto che la Regione si è data sancisce “il diritto alle pari opportunità tra donne e
uomini”. Il Programma Regionale di Sviluppo 2006-2010 proclama che “non c’è sfida sul futuro senza attenzione alla componente femminile”. Sono in discussione due importanti proposte
legislative, che prevedono, tra l’altro, il principio di parità di genere nelle nomine e designazioni e nel rinnovo degli organi amministrativi di competenza della Regione, e una
partecipazione paritaria tra i generi alle elaborazioni delle politiche regionali e locali. “Ci sono già state innovazioni significative nell’intera struttura amministrativa – commenta
Susanna Cenni – A questo punto è fondamentale emanare una legge sulle politiche di genere e conciliazione vita-lavoro che strutturi e dia rilievo normativo al percorso sperimentale
intrapreso. E’ necessario rafforzare il mainstreaming di genere in tutte le azioni della Regione”.

“La legge, che verrà approvata dopo un confronto molto ampio con le donne, indicherà i principi a cui tutte le leggi e i diversi piani della Regione dovranno attenersi – spiega
l’assessore – E si proporrà di favorire la qualità della vita dei cittadini, attraverso la conciliazione dei tempi di lavoro, di relazione, di cura parentale, di formazione e del
tempo per sé, nonché di garantire la partecipazione delle donne alla vita politica, economica, sociale, culturale e civile della comunità”.
Tra gli strumenti previsti dalla legge, l’istituzione dei patti territoriali di genere; norme per favorire la rappresentanza delle donne nella vita politica e sociale; il bilancio di genere; le
statistiche di genere; un rapporto annuale sulla condizione femminile; l’Albo delle associazioni e dei movimenti femminili.

I tempi previsti per la legge: dopo l’incontro di oggi al Dire & Fare, al quale hanno partecipato enti locali, associazioni economiche, associazioni di donne, un altro momento di confronto
è previsto per il 20 dicembre, al Tavolo regionale delle politiche di genere. Poi, l’impegno della giunta è quello di presentare il documento preliminare in Consiglio a marzo.
L’approvazione dovrebbe avvenire entro il 2008.

Lucia Zambelli

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