Ecco alcuni dei “cibi creati” e permessi nell’Unione Europea

Ecco alcuni dei “cibi creati” e permessi nell’Unione Europea

Roma – Le bibite che sembrano aranciate ma non contengono nemmeno una goccia di arancia sono gli ultimi degli alimenti ‘creativi” che l’Unione Europea ammette o sta per ammettere.
 

BIBITE DI FANTASIA – Più precisamente bibite con “denominazione di fantasia” ma la fantasia non riguarda solo il nome, quella più pericolosa riguarda il contenuto. Queste
bibite possono avere aroma e colore di aranciate e limonate. In compenso, se passa la norma comunitaria che le prevede, possono essere del tutto prive di agrumi veri.  

FORMAGGI ALLA CASEINA – E’ ammesso l’utilizzo del 5% della caseina e dei caseinati industriali in sostituzione parziale del latte per ottenere formaggi a pasta filata venduti come analoghi
alla mozzarella. Ma nel frattempo la Commissione Europea potrebbe approvare un nuovo regolamento che porti al 10% la quantità della caseina e dei caseinati utilizzati questa volta non solo
nei formaggi a pasta filata ma anche a tutti gli altri tipi.  

CIOCCOLATO SENZA CACAO – Da anni “Unione Europea ha imposto all’Italia di aprire i propri mercati anche al cioccolato ottenuto con l’aggiunta di grassi vegetali diversi dal burro di cacao.
L’Italia si è difesa riconoscendo il nome di “cioccolato puro” solo a quello che contiene esclusivamente il burro di cacao. Tutti gli altri si chiamano “cioccolato”.  

IL VINO CREATIVO – Coldiretti sottolinea come la Riforma europea del Vino abbia ammesso tante “mostruosità”.
  
VINO SENZA UVA – Ovvero ottenuto dalla fermentazione di frutta, dai lamponi al ribes. Una pratica enologica – sottolinea Coldiretti – che altera la natura stesso del vino che storicamente
e tradizionalmente è solo quello interamente ottenuto dall’uva  

IL VINO ROSE’ FRUTTO DI MISCUGLI – Ora diventa possibile – sottolinea Coldiretti – produrre vino rosé semplicemente mescolando vino bianco e rosso invece di produrlo secondo il
metodo naturale tradizionale con la vinificazione in bianco delle uve rosse.  

IL VINO ALLO ZUCCHERO – E’ una pratica, utilizzata nei paesi del Nord Europa, che permette di aumentare la gradazione del vino attraverso l’aggiunta di zucchero. Lo zuccheraggio è
sempre stato vietato nei paesi del Mediterraneo e in Italia.  

IL VINO DEALCOLATO – Viene permesso – ricorda Coldiretti – di eliminare parte dell’alcol naturalmente contenuto nel vino attraverso determinate pratiche enologiche.  

IL VINO AI TRUCCIOLI – Nel 2007 è stato dato il via libera all’invecchiamento artificiale del vino con segatura di legno (i cosiddetti trucioli) al posto delle tradizionali botti
senza che ciò debba essere indicato chiaramente in etichetta.

Ansa.it per NEWSFOOD.com

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