Drink con The Bloody Beetroots, l’Uomo Ragno, e la sorpresa by Alessandra Lumachelli

Drink con The Bloody Beetroots, l’Uomo Ragno, e la sorpresa  by Alessandra Lumachelli

Drinking with L. A.
Un drink con Alessandra Lumachelli

The Bloody Beetroots, l’Uomo Ragno e la sorpresa

di Alessandra Lumachelli

Fa tanto, tanto caldo. L’estate è scoppiata prima del calendario ufficiale. Cioè, il sole ha deciso, in barba ai solstizi, di splendere senza date predefinite. Insomma, fa proprio caldo, e gli impegni talvolta vengono svolti con lentezza, perché il corpo all’improvviso deve assimilare nuove temperature, gradite (da me), ma certamente impennate, quindi alte. In più, il trasloco! Già.

 

Ma mi è impossibile resistere al richiamo del concerto del mitico The Bloody Beetroots, organizzato all’interno del nuovo Fool Festival a Morrovalle. Sono stata a Rimini al MIF … posso adagiarmi sulla stanchezza, dovuta anche al caldo sorprendente, ed impedirmi di raggiungere il festival, a 15 km. da casa? No, ovviamente, quindi eccomi, col mio indispensabile telefonino in borsa, che mi fa da macchina fotografica, da registratore e da blocco per gli appunti. Trovo parcheggio praticamente a 10 metri dai cancelli, chiedo il mio pass, ed accedo.

 

 

 

Un selfie con il logo del festival e le battute scherzose della vigilanza privata, quando ironizzo sulla mia stanchezza e sulla strada in salita. Il festival si svolge in una bellissima piazza. Una band sta facendo il sound check, mi avvicino: sono gli Appaloosa.

Chiedo notizie su The Bloody Beetroots e, tanto che ci sono, registro l’intervista con la simpatica, e bravissima, band livornese. Grande mistero su The Bloody Beetroots, di cui nessuno conosce i connotati, perché dagli esordi (2006) si esibisce indossando la maschera nera dell’Uomo Ragno, un italiano, in arte Sir Bob Cornelius Rifo.

Intanto il tempo passa, The Bloody Beetroots non è ancora arrivato, o forse sì, chissà. Sicuramente non ha fatto il sound check. Io comunque mi avvicino ai camerini, per provare a saperne di più. Seguo i cartelli, che mi conducono a tre spaziose sale. Mi dirigo verso quella centrale, essendo la più affollata, e chiedo informazioni un po’ in italiano un po’ in inglese, poiché l’ampio staff è cosmopolita. Dopo essermi rivolta in inglese ad uno dei manager, che si è poi allontanato per telefonare ad un secondo manager per avere dettagli sulle interviste, mi si avvicina un uomo, che mi porge la mano, dicendo “Ciao! Piacere, Bob”.

Io quasi in automatico gli stringo la mano, sorrido e, senza perdere il filo della telefonata che si svolge nella sala adiacente, rispondo “Piacere, Alessandra”. Poi l’uomo, così com’è comparso, altrettanto velocemente scompare. Il collegamento lo farò, sorridendo, più tardi, durante il concerto, bellissimo, emozionale, partecipato, di The Bloody Beetroots.

Le musiche arrabbiate, corredate da testi malinconici e provocatori insieme, le luci folgoranti, a bucare letteralmente il buio. La maschera … La volontà del frontman di “stare” in mezzo ai fan, anche “camminandoci sopra”. E quelle frasi, ripetute, come uno slogan “We dance. We’re joy”. The Bloody Beetroots. Sir Bob Cornelius Rifo. Sì. “Ciao! Piacere, Bob” … Sì, eri tu, Bob. Grande. Senza maschera. Grazie. Che emozione. Proprio come l’Uomo Ragno … E io manterrò il segreto!

 

=======Who’s who The Bloody Beetroots, =======
Per chi non lo sapesse

The Bloody Beetroots, nome d’arte di Simone C….. (il cognome deve restare segreto), dj e polistrumentista italiano, alias Sir Bob Cornelius Rifo, nonché produttore artistico del progetto musicale, nato nel 2006 insieme a Tommy Tea. Il duo indossa la maschera nera dell’Uomo Ragno (Spiderman), durante i live. Da allora, in realtà, i musicisti di cui Sir Bob si avvale risultano in continua rotazione: Battle, Edward Grinch, Zu, Dennis Lyxzén, ecc. Il suo stile varia dal punk rock, alla New Wave, alla dance elettronica, alla techno, alla acid house. Tra i suoi successi, “Warp” (con Steve Aoki), “Awesome” (con The Cool Kids), “Butter” (colonna sonora di FIFA 2009), “Come la” (con Marracash), “Mac Mac” (inserito in NBA 2K9 2K Sports), il remix di “Black Gloves” dei Goose (in Pro Evolution Soccer 2012), “Rocksteady”, “Out of Sight” (con Paul Mc Cartney), “Liberi o no” (con Raphael Gualazzi, secondo posto al Festival di Sanremo 2014). Ha partecipato a numerosi festival internazionali, come Tomorrowland, Durr Fest, Solidays, Extrema Festival, Electric Zoo, Melt!, ecc. Headliner al concerto di capodanno di Los Angeles del 2011. Compare in un episodio della terza stagione di “Teen Wolf”. È attualmente in tournée con il suo “My name is Thunder Tour”.

 

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Drinking whith L.A.

Le interviste di
Alessandra Lumachelli
in esclusiva
per Newsfood.com

 

Redazione Newsfood.com

 

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