Dopo Expo: puntare sul Po, sul nuovo turismo fluviale

Dopo Expo: puntare sul Po, sul nuovo turismo fluviale

Comolli lancia la creazione di un primo distretto turistico italiano che non c’è partendo dall’asta del grande fiume Po. Expo Milano è una prova utile. Occorre migliorare la formazione alla ospitalità diffusa. Uffici turistici statici sono una spesa inutile e non produttiva. Sicurezza, dinamicità, diversità e emozione soggettiva i punti cardine della domanda pervenuta: molto mirata, richiesta di alta tecnologia, fai-da-te, hotspot di supporto.

Delta del PoIl Grande Fiume può diventare il 9^ sistema turistico fluviale d’Europa. Inviare nel mondo i tourist buyer-promoter tricolori è l’arma vincente. Il Grande Fiume Italiano è l’Area Vasta Europea con il più grande patrimonio mondiale della biodiversità enogastronomica.

UnPOxExPO, tempory brand diffuso nel mondo in occasione di Expo 2015, sta avendo grande successo turistico e porta a riflettere. E’ un attrattore di Expovisitatori e le indagini svolte sul campo chiedono che anche l’Italia abbia un sistema fluviale da inserire in quelli europei.

Delta fiume PoInoltre il turismo fluviale, che non c’è ancora in Italia, può essere oggi un valido support per il settore turistico nazionale che – stando a quello che succede in altri paesi Europei – si presenta statico, lento, filiera lunga, costi elevati, offerta fissa e vecchia, non duttilità dell’offerta, ascolto della attualità della domanda turistica.

Questo il report dell’Osservatorio Economico nato insieme a UnPOxExPO.

Troppi 5000 eventi enogastronomici-culturali-sportivi in 6 mesi nei 500 comuni del fiume Po. Troppi per dare una identità di destinazione alla domanda turistica mondiale. Le mete più gettonate, oggi, sono quelle con offerta forte, unica, completa. La ricchezza non sempre aiuta e disorienta la domanda. Nel 2014 l’Italia perde terreno verso Francia e Spagna con solo 55 milioni di arrivi.

Abbazie Corte Cellamonte MonferratoPerdite maggiori per le destinazioni balneari. Bene invece per mete integrate da diversi prodotti, ma con un leader unico.  Gli 8 sistemi fluviali riconosciuti dall’Europa, anche sostenuti e finanziati, nel 2014 hanno prodotto un giro d’affari diretto di 3,1 mld/euro, in crescita negli ultimi 10 anni di circa in media il 5-7% anno su anno, per 12,5 milioni di presenze con 7,1 milioni di pernotti nei soli luoghi rivieraschi. Un turismo di 5 stelle e da sacco a pelo: il turista top-spender ma anche il giovane che diventerà il turista del futuro, con famiglia.

La passione dei fiumi e della navigazione appassiona soprattutto i turisti del nord Europa e America, ma anche dell’Asia Orientale. Paesi che mostrano un trend in crescita di turismo all’estero.

Giampietro Comolli , patron di UnPoxExPO, propone che il Mibact riconosca il primo distretto italiano dedicato (come quelli Balneare, Roma Capitale, Dolomiti, Città d’Arte, Archeologia….) al turismo fluviale per proporre “ il Grande Fiume” come 9^ sistema fluviale europeo riconosciuto.

Sul tema navigazione il Po non può competere con Danubio, Tamigi, Loira, Rodano, Reno…., ma certamente il paesaggio culturale, la biodiversità, la enogastronomia, le abbazie sono un “unicum” che tutti gli altri fiume europei non hanno, quindi, una esclusività di escursione, di offerta, di emozioni ineguagliabili.

Una forte alternativa.  Dopo 50 anni di investimenti per mettere in sicurezza il fiume, dai doppi argini alti alle conche, dalla salvaguardia di golene alla riduzione delle escavazioni grazie al controllo del Magistrato di Bacino, oggi quelle spese possono diventare una risorsa, possono permettere nascita di start-up, nuova occupazione. Una Area Vasta Umida può essere sostenuta anche da fondi europei per mettere in rete e sistema 650 km di alveo, 900 km di piste ciclabili, 11.000 imprese esistenti, 80 prodotti alimentari tipici, 300 ricette e piatti unici, 100 abbazie, conventi e basiliche che hanno creato la cultura e la civiltà della conservazione del cibo.

Inoltre, visto che lungo il grande fiume già ci sono 14 siti Unesco, perché non proporre all’International Coordinating Council un Mab-Unesco unico dedicato alla “Riserva della Biodiversità” da Cuneo a Venezia. UnPOxExPO, che resterà dopo Expo come Travel Incoming Tourist, sottolinea l’attrazione fluviale Europea: nel 2014 sono stati 12,5 milioni le presenze con 7,1 milioni arrivi-pernotto nei comuni rivieraschi pari a un giro d’affari diretto di 3,1 mld euro anno oltre agli indiretti. L’Italia può dire la sua: UnPOxExPO nel 2015, per 6 mesi, porterà 650.000 persone lungo il fiume con 350.000 pernotti, di cui il 42% in grandi capoluoghi e il 32% in extra alberghi. La navigazione fluviale si concentra nella parte finale verso il delta, da Mantova a Venezia.

Il Grande Fiume come prima meta distrettuale nazionale, ma a seguire anche Tevere, Arno, Adige e altri fiumi, con peculiarità diverse e una identità tematica condivisa, possono creare una fitta rete di offerte in grado di rispondere ad una domanda ben precisa. Pesca e benessere, buon mangiare e sport non agonistici, piste ciclabili e trekking, soste extra alberghiere e agriturismi, musei e borghi antichi, natura e ambiente sono le prime domande turistiche richieste dagli Expovisitatori.  Un turismo integrato fra escursioni ed emozioni che piace ai top spender, ma chiedono: sicurezza, precisione, dinamicità, ordine, qualità, comodità.

UnPOxExPO ha riscontrato criticità da eliminare: in primis formazione internazionale degli operatori compreso le lingue, più attenzione alla domanda, e l’offerta deve adeguarsi ad abitudini e costumi, priorità per i servizi alla persona e al gruppo, risoluzione di ogni problema in modo tecnologico e veloce, più banda larga e più celle hotspot aperte agli operatori, viabilità e parcheggi comodi e ben segnalati, cartellonistica unica, cartellone eventi unico da Cuneo a Venezia.

Il turismo del terzo millennio si basa su fai-da-te, ampia scelta di costi, prodotti-leader identitari di luoghi, tecnologia veloce, investimenti di lungo periodo, sottolinea il patron di UnPOxExPO Giampietro Comolli.

Oltre il 72% delle prenotazioni passano via web, con passa-parola e fai da te. Il turismo di ambiente, di svago e enogastronomico non passa attraverso le agenzie viaggio. Gli uffici turistici pubblici fissi nelle città servono a poco, meglio i promoter all’estero, con forte risparmio di spese di gestione. Sul fiume Po vincono gli eventi-leader, le escursioni non tradizionali e dedicate a una identità storica e culturale del territorio, piacciono molto i borghi non scontati e fuori mano.

Ma attenzione, chiosa Giampietro Comolli, più di uno degli Expoturisti esteri, soprattutto i top-spender, hanno lamentato ed evidenziato la carenza di offerte alimentari, numero referenze ed etichette di vino nei menù e nelle carte dei ristoranti lungo il fiume Po, ma non solo. E’ una lacuna grave per un Paese che vuole essere ancora più vocato al turismo! Il progetto sta già adeguandosi e adattandosi al dopo Expo.
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