Donne, lavoro, innovazione: un convegno sul «caso» italiano
11 Febbraio 2008
L’iniziativa – L’occupazione femminile è il tema centrale di «Donne, innovazione e crescita: un problema italiano, Lavoro femminile e welfare», un
appuntamento organizzato dal Dipartimento Politiche Comunitarie, che si tiene oggi, 11 febbraio, presso il Rettorato dell’Università di Catania. Emma Bonino, Rosy Bindi, Barbara
Pollastrini sono i ministri coinvolti in quest’evento, a cui partecipano altre personalità di rilievo del mondo istituzionale, accademico e imprenditoriale italiano.
Il Convegno affronta il problema dell’occupazione femminile partendo da un presupposto diverso, che va oltre le considerazioni sulla questione di genere: la situazione lavorativa della donna
incide positivamente nel benessere e nella produttività economica del Paese ed è, di conseguenza, una leva per l’economia. In più il lavoro femminile non è un
ostacolo alla natalità, ma anzi là dove esistono più possibilità di occupazione, le donne hanno più figli.
L’Italia e gli obiettivi dell’«agenda di Lisbona». A fronte di queste considerazioni i dati sull’occupazione femminile in Italia parlano chiaro e delineano una
realtà ben lontana dai traguardi della strategia di Lisbona: «L’essere europei – ha affermato la Bonino – ci impone un obiettivo preciso: portare al 60% il tasso di occupazione
femminile entro il 2010. In Italia siamo molto lontani dal traguardo: il tasso è fermo al 46,3%. Inoltre, la situazione è molto diversa tra il Nord, dove il tasso di occupazione
femminile può dirsi il linea con l’Europa, e il Mezzogiorno, dove invece la percentuale raggiunge livelli preoccupanti, tanto che si ha ormai la certezza che le donne abbiano smesso di
cercare lavoro». Per questa ragione la scelta per la sede del Convegno è ricaduta su Catania, città rappresentativa del sud Italia.
Nella nota aggiuntiva al Programma nazionale di riforma (Pnr) si sottolinea che «gli interventi a favore dell’occupazione si collegano e si qualificano con quelli per la famiglia, per i
servizi sociali, per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro»; per questo durante il dibattito sono affrontati altri temi come il permanere di una cultura di discriminazione e il
lavoro cosiddetto «di cura», non riconosciuto e nemmeno sostenuto da politiche efficaci.
Dopo il convegno di Catania è previsto, per il prossimo mese, un altro appuntamento: si svolgerà a Milano il 3 marzo, in collaborazione con la Bocconi, e sarà dedicato agli
stereotipi femminili nei media.





