Commissione Pari opportunità, Forza Italia denuncia: «discriminazioni contro il centrodestra»
8 Febbraio 2008
Torino – La Commissione regionale per le pari opportunità uomo-donna è diventata, con la maggioranza di centrosinistra, un luogo di discriminazione, sia sessuale
che politica. E’ questa la denuncia del Gruppo di Forza Italia, dopo che per il secondo anno consecutivo la commissione non ha eletto nel proprio ufficio di presidenza un rappresentante
designato dal centrodestra.
Il capogruppo azzurro Angelo Burzi ha rivolto una formale protesta sia al presidente del Consiglio Davide Gariglio che alla presidente della Giunta Mercedes Bresso.
«Nella seduta dello scorso 22 gennaio – scrive Burzi – la commissione pari opportunità ha respinto la proposta di nominare un vicepresidente del centrodestra. Così non solo
l’incarico di presidente ma anche i due posti da vice sono stati assegnati a esponenti della maggioranza. E’ un fatto gravissimo che non risulta mai avvenuto quando eravamo noi in maggioranza.
Nelle precedenti legislature, solo nel 2002 l’ufficio di presidenza non aveva esponenti della sinistra, perché questi si erano rifiutati di accettare l’incarico. Ora, invece, senza altra
giustificazione che la forza dei numeri, si è imposto un assetto monocolore in un organismo in cui tradizionalmente si opera in modo bipartisan, per affrontare le complesse tematiche
relative alla parità».
Anche nel 2007 l’elezione dei vertici della commissione, che sono rinnovati con cadenza annuale, aveva fatto registrare una netta chiusura verso un candidato del centrodestra.
«E in quella occasione – continua Burzi – le motivazioni erano ancora più incredibili, perché il diniego fu giustificato con il fatto che il centrodestra aveva designato un
uomo. Non c’è nessuna norma che impedisca a un componente di sesso maschile di far parte della commissione pari opportunità, né di presiederla. E’ inammissibile che proprio
in una sede come questa continuino a prevalere logiche di discriminazione e posizioni anacronistiche di contrapposizione di genere».
«L’anno scorso – conclude Burzi – abbiamo taciuto, ora però la misura è colma. Non possiamo tollerare oltre un comportamento che è lesivo della dignità delle
persone e pregiudica il contributo dei nostri rappresentanti ai lavori di questo organismo. Se la maggioranza non interverrà a correggere tempestivamente una tale prevaricazione,
risponderemo in modo fermo a questa provocazione, in tutte le sedi istituzionali. A cominciare dalla richiesta di azzeramento di una commissione i cui comportamenti non appaiono consoni con la
tutela delle pari opportunità».






