Doni a Prodi, precisazioni e comunicato

By Redazione

La Presidenza del Consiglio, in ordine alla pubblicazione in data odierna da parte de «Il Giornale» di articoli volti a ipotizzare la scomparsa dei doni istituzionali di particolare
valore ricevuti dal Presidente del Consiglio Romano Prodi, puntualizza attraverso il Segretariato Generale che tali doni – dopo le opportune perizie e come dimostrato da documenti ufficiali e
protocollati – sono stati devoluti a suo tempo dal Presidente Prodi all’Amministrazione e presi in carico temporaneamente dagli uffici del Dis, nella persona del generale Giuseppe Cucchi, in
attesa che venga allestita una apposita stanza blindata a Palazzo Chigi.

Ogni altra illazione, considerazione malevola o tentativo di mettere in cattiva luce l’operato istituzionale e personale del Presidente Prodi e della Presidenza del Consiglio va condannato con
fermezza e valutato nelle sedi competenti.

A conferma, se ce ne fosse bisogno, dell’atteggiamento di rigore e sobrietà voluto dal Presidente Prodi, è forse opportuno ricordare ciò che «Il Giornale»
dimentica, e cioè che il 20 dicembre 2007 il Presidente del Consiglio dei ministri, Romano Prodi, ha emanato per la prima volta nella storia dei Governi della Repubblica un decreto in
materia, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 39 del 15 febbraio 2008, recante «Disciplina del regime per i doni di cortesia ricevuti dai componenti del Governo», che riguarda
tutti gli oggetti che il Presidente del Consiglio dei Ministri, i Ministri, gli altri membri del Governo ed i loro congiunti ricevono in occasione di visite o incontri ufficiali.

A partire dall’1 gennaio 2008 possono essere accettati e trattenuti personalmente solo i doni il cui valore non sia superiore a 300 euro. I doni il cui valore sia superiore e che, in relazione
alla loro tipologia e specificità, possono essere destinati alle sedi ufficiali o di rappresentanza, restano nella disponibilità dell’amministrazione.

I restanti doni, di valore superiore a 300 euro, sono destinati dal Presidente del Consiglio e dai Ministri per iniziative con finalità umanitarie, caritatevoli, di assistenza e
beneficenza. Nel caso che si intenda trattenere personalmente un dono il cui valore ecceda l’importo di 300 euro, sarà necessario versare all’amministrazione ricevente la somma di denaro
pari alla differenza.

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