Divorzio ai notai? Sono necessarie proteste civili ma, ferme da parte dei conciliatori specializzati
8 Luglio 2010
Mentre “la casta ” discute per apportare modifiche al nuovo istituto giuridico riguardante la mediazione civile , all’interno “dei palazzi”, si sta consumando un altro atto
drammatico. Il Consiglio nazionale del notariato in concerto con il ministro della Giustizia. Alfano ha lanciato in questi giorni la proposta per individuare nuove competenze da assegnare
ai notai, per potere così alleggerire il lavoro dei tribunali civili, fra queste: Separarsi, in assenza di figli minori, dal notaio anzichè in tribunale.
Sarebbe un errore gravissimo se, in questo momento, la tutela di diritti disponibili dei coniugi venisse affidata “all’organismo di conciliazione del notariato”.
Questa è materia – dice Pecoraro – che rientra a pieno titolo fra i diritti tutelabili di cui all’art. 2 del Decreto Legislativo n. 28/2010 e dunque,
spetta ai conciliatori iscritti nel Registro, sorvegliato dal Ministero della Giustizia, la possibilità di intervento nelle separazioni e divorzio. In altre Nazioni, le questioni tra
coniugi da tempo risultano affidate alla mediazione, e qui: perchè affidarla ai notai? La risoluzione di controversie tra coniugi sta ottenendo da tempo la fiducia delle
coppie a favore della mediazione civile, pertanto non serve coltivare o mettere in cantiere regole a favore di chi ha a cuore solo interessi particolari.
Non penso minimamente che il Governo possa affidare ai notai la risoluzione di controversie che intervengono fra coniugi, questa iniziativa è impopolare, le controversie
fra coniugi possono essere risolte solo da chi conosce i mille segreti e le tecniche di conciliazione. Questo rinnovamento, se, proprio lo vogliamo definire tale – afferma
Pecoraro – è ancora più fattibile, se lo si fa rientrare fra gli esperimenti del tentativo di conciliazione obbligatorio di cui all’art. 5 del decreto Legislativo
28/2010.
Nella separazione fra coniugi – continua Pecoraro – è primario il principio di prevenzione che è quello della mediazione e solo al fallimento di
questa e quando le parti non accetteranno nulla di meno di quanto spettante, la figura di conciliatori, esperti in diritto ed in economia, possono assumere ruoli importanti, per definire
con esattezza il dare e l’avere fra la coppia. Le categorie professionali uniche che fanno tutto di tutti, non servono, sono necessari conciliatori altamente
professionalizzati, che anche collegialmente, sono in grado, ognuno per la propria specificità risolvere soluzioni complesse di tutela di diritti disponibili in
particolare quelli che intercorrono tra coppie in separazione.
La separazione fra coppie non può essere risolta con un atto pubblico notarile. BISOGNA FAR FALLIRE SUL NASCERE QUESTA TRATTATIVA SCELLERATA. Mi rendo conto – continua Pecoraro
– che è pericoloso parlare, ma mi rendo altresì conto che è un tormento tacere, la rinnovazione in materia di separazione e divorzio
và fatta dai primi fondamenti “chiunque può accedere alla mediazione per la conciliazione di una controversia civile vertente su diritti disponibili attraverso
conciliatori specializzati designati da Organismi di Conciliazione all’uopo preposti”. I notai saranno pure ottimi pubblici ufficiali ma, ma le coppie in separazione, hanno il diritto
sacrosanto di adire alla mediazione civile e di usufruire delle agevolazione previste dalla legge.
Anpar.it
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