Ditta “Rutelli e Casini”: Quale centro?

Ditta “Rutelli e Casini”: Quale centro?

By Redazione

L’abbandono del PD da parte di Rutelli e la sua probabile confluenza con l’UDC di Casini riapre il dibattito sul “Centro”, la sua natura e la sua funzione.

Augusto Del Noce individuò molto lucidamente due modi di fare il “Centro”. Da una parte, il compromesso, la prassi che prende il posto dei principi e degli ideali, un partito senza
filosofia e senza religione come punto d’incontro neutro generato dall’affievolirsi di due spiriti. Una aggregazione senza grandi passioni che promette un benessere tranquillo  e persuade al
sonno e che vive prevalentemente sull’inadeguatezza degli altri partiti.  Insomma, la “palude” della Rivoluzione Francese.

Dall’altra, il “Centro” inteso come luogo della restaurazione dei principi che non punta alla dissociazione di teoria e pratica, bensì all’apertura del nuovo orizzonte dell’eternità
dei valori della persona per un nuovo umanesimo politico.

Ora, dall’interessante presa di posizione di Francesco Rutelli non emergono con chiarezza elementi sufficienti a far comprendere quali siano i contenuti e gli obiettivi dell’iniziativa che, al
momento appare più legata alle difficoltà, alle insufficienze e ai limiti del PD che ad un preciso obiettivo strategicamente individuato.

Anche l’incontro con Casini sembra più rivolto a dare consistenza numerica al “Terzo Polo” che a proporre agli italiani una offerta politica realmente nuova e basata su precisi riferimenti
etici, valoriali e programmatici.

Insomma, vorremmo meglio comprendere  quale sia l’identità culturale e politica di tale iniziativa, cosa rappresenti lo “scudo crociato” dell’UDC in una eventuale fusione dei due
soggetti, se la dottrina sociale cristiana sia l’effettivo punto di riferimento e se l’eventuale nuovo soggetto rappresenti esplicitamente una risposta anche alla sollecitazione di Benedetto XVI
per un ritorno dell’impegno politico dei cattolici.

Per ora emerge un forte richiamo ad una esigenza di modernizzazione. Ma anche questo termine ha significati diversi e contrastanti: può  rappresentare il solito, vecchio slogan che
nasconde una sorta di nihilismo (modernismo), e può invece costituire lo sforzo per attualizzare i valori di riferimento in relazione alle nuove esigenze della società che
cambia.
 
Ma questo discorso richiede una elaborazione culturale più esigente al fine di individuare quello che Del Noce descrisse come “apertura al nuovo orizzonte dell’eternità dei
principi”.

Insomma, la necessità di recuperare un “Centro” politico è reale ed urgente e la decisione di Rutelli è coraggiosa ed importante. Ma questa occasione non va sprecata.

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