Distrofia: Formigoni inaugura nuovo centro «Nemo»

By Redazione

Lombardia, 30 Novembre 2007 – Mille pazienti all’anno tra degenza, day hospital e servizi ambulatoriali, uno staff medico e infermieristico di 32 unità, venti posti letto per le
degenze ordinarie (di cui 6 per l’età pediatrica e 4 per il day hospital), 1,5 milioni di euro di costo per la ristrutturazione degli spazi e per l’allestimento.

Sono alcuni dei numeri di «Nemo», il primo e unico Centro Clinico polifunzionale in Italia dedicato esclusivamente alla cura, alla riabilitazione e alla ricerca nel campo della
distrofia e della malattie neuromuscolari, inaugurato oggi a Niguarda dal presidente lombardo, Roberto Formigoni, alla presenza del direttore generale dell’AO milanese, Pasquale Cannatelli e
dei presidenti di Uildm (Unione Italiana Lotta alla Distrofia Muscolare) e Aisla (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), Alberto Fontana e Mario Melazzini.

«Nemo» (NEuroMuscular Omnicentre) nasce idealmente nel 2004 quando il presidente Formigoni si assunse personalmente l’impegno di trovare e mettere a disposizione un luogo adatto per
la sua realizzazione, individuandolo poi a Niguarda, e garantendo un finanziamento da parte della Regione Lombardia per la ristrutturazione degli spazi idonei. Dopo tre anni «Nemo»
è una realtà, grazie alla collaborazione con Uildm, Fondazione Telethon, Aisla e al Niguarda stesso.

«Oggi è una giornata emozionante per tutti noi – ha dichiarato Formigoni nel corso del suo intervento alla cerimonia odierna – Una giornata vera, nella quale ognuno deve
ringraziare gli altri per l’impegno e la passione che hanno messo nel dar vita a questo sogno. Quello che inauguriamo oggi è un centro veramente innovativo che apre nuovi fronti nella
lotta alle malattie più gravi e invalidanti, come sono quelle neuromuscolari, che affliggono decine di migliaia in persone solamente in Italia, compromettendo progressivamente la loro
vita, la loro stabilità psicologica, come anche quella dei loro familiari».

«Ed è proprio a queste persone, capaci di farci apprezzare ancor più la bellezza e allo stesso tempo la fragilità della vita che ci è stata donata – ha
aggiunto – che va il nostro impegno per garantire che accanto a loro ci sia sempre una presenza umana e la struttura più adeguata possibile. Questo centro è dunque qualcosa di
veramente grande, che nasce dalla consapevolezza di affrontare queste malattie in maniera globale, dall’idea cioè di creare un luogo dove si possano applicare le terapie cliniche e
riabilitative più nuove ed appropriate in un’ottica multidisciplinare, dove si faccia anche informazione, prevenzione e consulenza genetica, dove infine la ricerca scientifica abbia la
possibilità di impegnarsi per cercare nuove terapie». (Ln)

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