Discarica Inzago, Buscemi replica a consiglieri PD

By Redazione

Milano – «Il piano provinciale della precedente amministrazione scaduto nel marzo 2007 prevedeva l’apertura di una discarica per rifiuti urbani nella zona est della provincia di
Milano. Mi risulta che Inzago sia in quella zona», replica così l’assessore regionale alle Reti, Servizi di Pubblica Utilità e Sviluppo Sostenibile, Massimo Buscemi alle
dichiarazioni del consiglieri regionali del Pd, Giuseppe Civati e Maria Grazia Fabrizio.

«Non corrispondono al vero – ha continuato Buscemi – le dichiarazioni dei consiglieri regionali che continuano ad asserire che nel vecchio piano non era indicata la discarica. La legge
regionale non obbliga ad indicare il Comune ma la zona.
Indicando Milano est la Provincia ha correttamente indicato la zona».
«Il nuovo piano approvato dal consiglio provinciale – ha aggiunto Buscemi – non è ancora operativo perché Regione Lombardia non lo ha ancora approvato. E’ vero che nel nuovo
piano non è inserito Inzago, ma è altrettanto vero che non può essere approvato perché non è ancora approdato in Regione.
Finora i ricorsi presentati per bloccare la discarica di Inzago sono stati invalidati sia dal Tar sia dal Consiglio di Stato, che hanno dato piena ragione alle procedure seguite da
noi».
«E’ responsabilità dell’assessore regionale – ha detto ancora Buscemi – evitare che la Regione si trovi in emergenza così come succede ancora oggi in altre parti del Paese.
Ricordo che la Provincia di Milano smaltisce ogni anno 200.000 tonnellate di rifiuti urbani trasferendoli in altre Province lombarde e addirittura in Germania, proprio perché la
Provincia non si assume la responsabilità di decidere come e dove smaltirli all’interno del suo territorio così come previsto dalla legge regionale. Questa ‘non scelta’ comporta
evidenti costi aggiuntivi per i cittadini della Provincia di Milano i quali sopportano un costo di molto superiore rispetto agli altri residenti in Lombardia».
«L’assessore regionale – ha concluso Buscemi – non può tollerare che ci siano cittadini che pagano di più perché una giunta provinciale di sinistra non ha il coraggio
di fare scelte pianificatorie in tema di rifiuti».

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