Dimmi come cucini e ti dirò chi sei

Dimmi come cucini e ti dirò chi sei

La cucina ha sempre rappresentato nella cultura e nella vita quotidiana di tutti noi una sorta di biglietto da visita. Anche nel passato soddisfare il proprio appetito non bastava nemmeno alle
popolazioni delle fasce più basse della società. Chi era facoltoso come chi disponeva di che nutrirsi, cercava come meglio poteva di non sottrarsi alle soddisfazioni dalla tavola.

Oggi le cose sono cambiate. I costumi, le usanze e i bisogni quotidiani non sono più come quelli di un tempo. I ritmi della vita hanno notevolmente ridotto il tempo a disposizione per
cucinare. Si passa ai fornelli per preparare il pasto principale molto meno di un ora e soltanto di domenica, o nei giorni festivi, il tempo si allunga fino a 90 minuti circa. Ma per cucinare
cosa? Sappiamo realmente cucinare?

Secondo una recente ricerca gli italiani dimostrano di avere ancora un forte attaccamento ai piatti tradizionali o legati alle origini territoriali. Ma le scarse conoscenze delle ricette
originali e la poca dimestichezza ai fornelli, dissuade buona parte degli estimatori. Più in difficoltà sono le giovani generazioni, che sanno tutto sulle proprietà
nutrizionali di un prodotto, ma non sanno distinguere un uovo fresco da uno prossimo alla scadenza. Guardano con fare rapace trasmissioni di cucina, ma dichiarano che non servono per imparare a
cucinare. Leggono riviste e ritagliano ricette per sopperire alla mancanza delle nonne impareggiabili collaboratrici in cucina. Cucinare è diverso da prepararsi da mangiare, la
differenza è enorme, l’importante è  metterci passione poi, per chi vuole, i sistemi per imparare ci sono. 

Roberto Martinelli per Newsfood.com

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