Dimezzare il consumo di carne per salvare il pianeta
17 Aprile 2012
Ridurre il consumo di carne non serve solo all’uomo, ma anche al pianeta: se le dosi di bistecche, salsicce e compagnia calassero del 50% il clima globale ne beneficerebbe, visto il calo dei
livelli di ossido d’azoto.
Questo il riassunto di una ricerca del Woods Hole Research Center (Massachusetts, USA), diretta dal dottor Eric Davidson e pubblicata su “Environmental Research Letters”.
Davidson e colleghi sono partiti dagli ossidi d’azoto, capaci di catturare 300 volte più calore della CO2 e di resistere nell’atmosfera almeno per 100 anni, caratteristiche che li
piazzano al terzo posto fra i gas serra più insidiosi. E, ricordano gli esperti, nella loro esistenza la carne ha un ruolo primario. Infatti, i gas serra nascono da batteri che lavorano
l’azoto di fertilizzanti e liquami di allevamenti.
Allora, gli scienziati hanno utilizzato tali dati per proiezioni sullo stato dell’ambiente futuro, cercando le condizioni di sicurezza per l’atmosfera. E’ emerso come sarebbe necessario ridurre
del 50% il consumo di carne ed un netto aumento dell’efficienza dei fertilizzanti.
Inoltre, tale misure devono riguardare in primis i Paesi occidentali: ” Il consumo di carne nei paesi occidentali era 78 chili a testa nel 2002 e arriverà a 89 nel 2030, mentre nei paesi
in via di sviluppo si passerà da 28 a 37. Stiamo vivendo in modo un po’ troppo lussuoso, un taglio a 40 chili pro capite non sembra un grosso sacrificio”.
FONTE: Eric A Davidson “Representative concentration pathways and mitigation scenarios for nitrous oxide”, 2012 Environ. Res. Lett. 7 024005
doi:10.1088/1748-9326/7/2/024005
Matteo Clerici
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