Dieta: cala il peso, ma aumenta lo stress
21 Marzo 2011
Scadenze da rispettare, regole anche draconiane e buone cose off-limit: che la dieta possa dare ai nervi non è certo una novità.
Ora, il suo effetto pro-stress è testimoniato da una ricerca dell’Università di Chicago e di San Diego, diretta da David Gal e Wendy Liu e pubblicata sul “Journal of Consumer
Research”.
Gli esperti delle due università hanno osservato il rapporto tra cibo ed umore, sottoponendo alcuni volontari a diversi test.
In uno di questi, i soggetti sono stati divisi in due gruppi: il primo ha consumato una mela, il secondo una barretta di cioccolato. Poi, tutti hanno potuto scegliere un film: i mangiatori di
mela si orientavano su pellicole d’azione, piene di violenza e scene crudeli.
In un secondo test, i soggetti hanno ricevuto un buono, valido in un supermercato od in un centro benessere. Successivamente, essi hanno potuto scegliere un altro filmato. Si è
così notato come chi aveva favorito il supermercato prediligeva immagini paurose (legate alla lotta al crimine) piuttosto che volti con espressioni tristi.
L’ultima prova iniziava con la scelta tra snack dietetico e snack “normale”, ricco di grassi e zuccheri ma più saporito. Dopo aver mangiato, i protagonisti dovevano visionare vari
messaggi elettorali, indicando il preferito. Alla fine, i consumatori di snack dietetico avevano scelto in maggioranza i messaggi ad aggressività marcata, trascurando quelli più
moderati.
Infine, un gruppo di persone che aveva scelto uno snack dietetico invece di uno meno sano si e’ mostrato più irritabile nei confronti di alcuni messaggi pubblicitari.
Secondo i ricercatori, quello descritto è un effetto collaterale della dieta: chi la segue esercita autocontrollo alimentare, diventando (almeno potenzialmente) più suscettibile
in altri campi. Tenendo conto di ciò, concludono Gal e Liu, le campagne anti-obesità dovrebbero dare importanza anche all’aspetto psicologico, veicolando messaggi positivi e
rilassanti.,
FONTE: Richard Alleyne,”Dieting is stressful and makes you irritable and angry”, Telegraph, 20/03/011
Matteo Clerici
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