Decentramento e democrazia, link tra Toscana e RDC

Toscana – Due giorni per capire dall’interno come funziona la macchina politica e amministrativa della Regione Toscana in vista dell’imminente approvazione della nuova legge sul
decentramento della Repubblica Democratica del Congo, un paese di 60 milioni di abitanti distribuiti su 2344885 km² in cui si
parlano quattro lingue ufficiali oltre il francese. E’ questo il contenuto della missione fiorentina di Denis Kalume Numbi, ministro dell’interno congolese, ospite ieri e oggi dell’assessore
alla cooperazione internazionale Massimo Toschi e dell’assessore alle riforme istituzionali Agostino Fragai.

L’incontro è stato organizzato ad un mese dal “Seminario sulla decentralizzazione con riferimento al modello Toscano” che si è tenuto nella capitale Kinshasa e in cui gli
assessori Toschi e Fragai hanno messo a confronto l’esperienza della Toscana con il disegno di legge per il decentramento in Congo.

«Il decentramento è il fulcro del processo di pace della Repubblica Democratica del Congo», ha detto Massimo Toschi. «Quaranta anni di guerra possono essere superati
positivamente solo ricostruendo una cultura democratica in grado di valorizzare l’autogoverno della popolazione e la formazione di una classe di amministratori capace di promuovere la
democrazia. Il Congo è un paese vasto come l’Europa e le Province, che passeranno da 11 a 25, sono enti assimilabili alle nostre Regioni. Le istituzioni di Kinshasa devono quindi
affrontare una grande sfida, da parte nostra siamo lieti di poterle accompagnare in questo cammino».

Il ministro dell’interno Kalume Numbi ha illustrato agli amministratori toscani le ultime tappe parlamentari della legge, ora in discussione presso l’Assemblea Nazionale della Repubblica
Democratica del Congo. Sono stati superati gli ultimi scogli e molto probabilmente entro l’anno sarà approvata definitivamente.

L’assessore Agostino Fragai ha perciò ribadito «l’impegno della Regione Toscana nel collaborare a trecentosessanta gradi con il governo congolese affinché possano essere
affrontati per tempo tutti i problemi inerenti al processo di decentramento. Fiducia e formazione – ha continuato – sono le due parole chiave che permetteranno alla giovane democrazia del Congo
di riuscire, nei tempi ristretti concessi, in un processo che spesso, come anche la storia italiana conferma, necessità addirittura di decenni per consolidarsi ed essere pienamente
operativo».

Cristiano Lucchi

Leggi Anche
Scrivi un commento