Dalla Carta di Milano alla Valle Fiume Po – Progetto Post Expo 2015

Dalla Carta di Milano alla Valle Fiume Po – Progetto Post Expo 2015

Giampietro Comolli:

#ECONOMIAITALIA – EXPO2015: DALLA CARTA DI MILANO ALLA “VALLE FIUME PO”
Dalle parole ai fatti, progetto di siti seriali fluviali dedicati a turismo, ambiente, cibo, cultura
di Giampietro Comolli

Expo 2015 è chiusa oramai da 4 mesi. A parte qualche strascico su indagini in sospeso, nuove indagini, smantellamento dei padiglioni, costi aggiuntivi non previsti, strutture buttate alle ortiche, vendita sul mercato di arredi e attrezzature, qualche dichiarazione più o meno criptata sul bilancio… sui giornali non c’è nessun avvisdo di progetti, o di iniziative che richiamano il tema di Expo o slogan così tanto decantati e sponsorizzati da tutti.

Penso alla Carta di Milano che poteva essere collegata alla Carta di Kyoto, alle dichiarazioni di Mattarella e Ban Ki-moon sul consumo del suolo, sulla importanza della produttività agricola per sfamare il mondo, sui controlli climatici,  sul valore aggiunto creato, sui posti di lavoro trovati, sul Pil derivato, sull’incremento turistico…tutto perso nel nulla? E tutti i discorsi sull’uso saggio dell’acqua, sul valore globale delle aree umide da tutelare, sui danni colturali decantati da Coldiretti, Slow Food e sull’importanza della tecnologia applicata all’agricoltura per incrementare e migliorare le produzioni a favore della fame nel mondo, delle pandemie ambientali, della carenza di cibo anche come strumento per limitare le transumanze di popoli presi dalla tenaglia della povertà, assenza di lavoro, guerre e califfati… Tutto nel dimenticatoio? Tutto perso  perché non c’è più l’effetto mass-mediatico e autoreferenziale? Forse che il dato più importante del post-Expo resti la vittoria di Sala alle primarie del partito democratico? Penso che chi ha lavorato durante Expo per un progetto, un ideale deve continuare su quella strada.

E’ d’obbligo dare un seguito ai fatti, basta parole e luna park. Ambiente e Cibo, paesaggio culturale e civiltà della alimentazione, cura del territorio urbano e multifunzionalità dell’agricoltore, attrazione e sviluppo economico, vivibilità e benessere….in parte, sono queste le eredità smart di Expo Milano, oppure è solo la speculazione edilizia?  Noi, come “ unpoxexpo2015.org” abbiamo deciso di dare un seguito al lavoro fatto, coinvolgendo in prima persona i 500 comuni rivieraschi al fiume Po che delimitano la  “valle stretta del fiume2 non l’intero bacino, sono territori di area umida, un binario continuo, poco antropizzato, un paesaggio culturale unico, patria della biosfera umana, capitale della biodiversità alimentare e gastronomica,  fonte di sostenibilità e sussidiarietà fra ambiente e abitanti, fra viabilità locale ed ecologia. Molto probabilmente un paesaggio culturale da tutelare e preservare perché ancora intatto per la sua conformazione molto di “terra” e pochissimo di cemento.

Ho così deciso di costituire l’Osservatorio Economico del Paesaggio Culturale Turistico del fiume Po (OPETPO) e dei suoi affluenti. In totale circa 4000 km di sponde-argini fluviali compreso i tratti finali dei 144 affluenti emissari. Una fonte acquifera fondamentale, da rispettare e migliorare, da far diventare una risorsa per la collettività, una fucina di formazione e conoscenza alimentare, di “dieta mediterranea”, una fonte di occupazione giovanile e di start up, una sede di formazione didattica scolastica per le nuove generazioni. Per questo il progetto ha bisogno di grandi sostenitori, fra imprese private ed enti pubblici, ad iniziare dalle 4 Regioni coinvolte e dai Comuni rivieraschi. Abbiamo attivato contatti con i ministeri dell’Agroalimentare, Ambiente, Trasporti e Turismo Beni Culturali  perché il programma “ Valla fiume Po” è in piena sintonia con i principi fondamentali espressi dalla Carta di Milano e dalla Carta di Kyoto, ma vogliamo essere concreti, fattivi, realistici. C’è ancora in sospeso il vecchio progetto di valorizzazione del fiume Po voluto dal presidente Prodi nel 2007 e già finanziato dal Cipe durante il governo Berlusconi.

Occorre solo trovare i finanziamenti europei, come è già avvenuto per la Loira, la Senna, la Mosella, il Rodano. Da questo programma di finanziamento Europeo, l’Italia è totalmente tagliata fuori. Nessun fiume italiano fa parte del Sistema Fluviale Europeo che vale , in termine di attrazione e giro d’affari, oltre 3,1 mld di euro all’anno. L’obiettivo finale dell’Osservatorio del Paesaggio Economico Culturale Turistico è quello di avere un riconoscimento ufficiale dal Ministero beni culturali e turistici per essere inserito nel privilegiato elenco dei Distretti turistici di pregio italiani, come le Coste e i Laghi, gli Appennini e le alpi, la capitale e la costa Amalfitana, il Salento come l’Etna. Infine faremo di tutto perché il fiume Po sia considerato il 9^ Distretto fluviale Europeo. Infine ci batteremo perché i 12 siti Unesco già esistenti lungo il Po , e altri 4 appena limitrofi e in via di riconoscimento, formino un unico Sito-Seriale Unesco Mab, ovvero che tutti condividano un patrimonio dedicato alla Biosfera ( Man and the Biosfere) e alla biodiversità sia come ambiente, che anche come gastronomia ( Dieta Mediterranea), cultura, paesaggio, sport e benessere salutare all’aria aperta.

 

Giampietro Comolli
In esclusiva per Newsfood.com

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