Dai maiali agli alberi, il cibo si adotta a distanza

Dai maiali agli alberi, il cibo si adotta a distanza

Il fenomeno delle adozioni a distanza interessa anche i prodotti alimentari.

Dai capi d’allevamento agli alberi da frutta, sempre più produttori consentono alla clientela di selezionare la merce sin dai primi stadi della crescita, seguirla nel tempo e goderla al
momento giusto. Internet ha poi amplificato il fenomeno, dando vita a numerosi siti specializzati.

Forse, il più famoso è Adotta un maiale (www.adottaunmaiale.it): il consumatore sceglie il suo maiale e lo osserva vivere nello
con spazio a disposizione, mangiando cibo naturale e giocando coi suoi simili. Una webcam posizionata in modo strategico consente poi di osservare il tutto dal vivo, passo dopo passo.

Invece, Animal House, fattoria didattica vicino Prato, () punta sulle galline. Il cliente-genitore paga una
retta (5 Euro ogni 6 mesi) per sostenere la gallina-adottata: in cambio, riceve metà delle uova prodotte. Per evitare confusione, i pennuti sono di muniti carta d’identità, con
tanto di fotografia, numero di riconoscimento, nome e impronta “zampale”.

In Lombardia è presente l’azienda agricola Cornalba (www.aziendaagricolacornalba.it), specializzata nell’allevamento di
bovini. I clienti possono allora adottare un capo ed osservarlo periodicamente, sia dal vivo che tramite webcam. Il computer e la Rete permettono così di conoscere in tempo reale la vita
dell’animale, dalla nascita alla mungitura al momento del massaggio.

La Sardegna è terra di pecore ed il pastore Emilio e famiglia (www.sardiniafarm.com) tengono alta la tradizione. Chi adotta uno dei loro
animali ha diritto al formaggio prodotto col latte, un manufatto realizzato con la lana, un cinturino di cuoio ed un attestato di allevamento del capo. Inoltre, è possibile scegliere
anche altri prodotti della fattoria.

Dopo gli animali, i vegetali.

In Emilia, la fattoria corte Roeli (www.corteroeli.com)permette di scegliere un albero da frutta, pero o melo. Il genitore sceglie la sua pianta
tra quelle sui filari, paga le cure ed ottiene il mantenimento.

Chi ama il vino può pensare alla Tenuta Valdipiatta (www.valdipiatta.it). La Tenuta toscana permette di diventare, pur non possedendo vigna
né cantina. Il cliente sceglie le uve, produce la miscela e la fa stagionare a piacere, producendo il suo vino personalizzato.

Il dono di Bacco è al centro anche delle attenzioni dei maestri di Castagnole delle Lanze. Tramite il sito apposito (www.lanze.it) l’interessato scegli
il suo filare del vigneto, lo marca tramite nome e cognome sul palo di testa, ne segue l’andamento tramite newsletter e webcam, potendo inoltre anche visitarlo dal vivo (sopratutto in momenti
speciali come vendemmia e vinificazione). Puntando solo alla pratica, sono garantite minimo 12 bottiglie di Barbera, tutte con etichetta personalizzata.

La Masseria il Frantoio di Ostuni offre una doppia possibilità (www.adottaunulivosecolare.it): ricevere 30 litri l’anno dell’olio
biologico delle olive dell’albero adottato e proteggere la pianta, lavorando in tandem con gli esperti di Legambiente.

Sempre olivi in cerca di sostegno, ma nella Valle di Roveto (www.adottareunulivo.it).

Quasi tutti i prodotti offrono prezzi accessibili, ma, come in ogni settore, esiste il lusso, destinato a pochi e legato alle grandi spese.

Il Ristorante Symposium 4 Stagioni (www.symposium4stagioni.it) offre così la possibilità di adottare il proprio cinghiale
personale. Agli esperti, il compito di curarlo al meglio: al cliente, quello di finanziare l’operazione, con 500 Euro ogni 6 mesi. Risultato finale, un pregiato suino selvatico di circa 40 Kg,
pronto a finire nel piatto.

Matteo Clerici

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