Da pesce a biogas: ecco il ciclo dell’energia

Da pesce a biogas: ecco il ciclo dell’energia

In Francia, non si butta via niente, almeno del pesce.

Non è solo un modo di dire, ma un dato di fatto: a Boulogne-sur-Mer, cittadina portuale situata nel Nord-Est della Francia, gli scarti dell’industria del pesce, della sua lavorazione, ed i
residui della pesca verranno usati per la produzione di biogas.

La scelta si prospetta ottimale, sia a livelli di resa energetica, in quanto le parti non utilizzate del pesce sono ricche di grasso ed ottimi generatori di metano, sia per la quantità del
materiale: gli esperti stimano, infatti, di poter sfruttare una quantità annua di 10.000 tonnellate di residui ittici cui vanno aggiunte altre 10.000 tonnellate, provenienti dai fanghi di
depurazione portuale.

Il progetto, opera di Capenergiè, società nata lo scorso gennaio da Copalis, cooperativa specializzata nella valorizzazione dei derivati del pesce, ed Agriopale Services,
specializzata nella valorizzazione di residui organici, finora sta dando ragione ai suoi creatori: la centrale produce 25.000 Megawatt d’energia l’anno e, dati i metodi alternativi di
rifornimento, consente il risparmio di 2.000 tonnellate di petrolio.

E’ interessante notare come la maggior parte dell’elettricità prodotta vada a rifornire gli stessi impianti di lavorazione da cui proviene il «carburante» ittico.

Per una volta, si può veramente parlare di circolo virtuoso.

Matteo Clerici

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