Grasso contro grasso per perdere peso

Grasso contro grasso per perdere peso

Si potrà perdere peso, migliorando così linea e salute, grazie al grasso. No, non è una delle solite promesse di diete miracolo dal risultato quantomeno dubbio, ma quanto
ipotizzato da tre studi, apparsi sul New England Journal of Medicine.

La premessa scientifica è questa: gli esseri umani, incapaci di tremare in giovane età, nascono forniti di grasso marrone, sostanza in grado di funzionare come una stufa, bruciando
le calorie (il comune grasso bianco) per generare calore.

Analisi passate avevano dimostrato come tale grasso è presente nei topi, anch’essi non in grado di tremare e perciò bisognosi d’alternative per regolare la temperatura.

Il dottor Kozak, dell’Università Statale della Luisiana, ad esempio, aveva alloggiato per una settimana alcuni roditori in una stanza raffreddata (41 gradi Fahrenheit, circa 5
Celsius).

Per sopravvivere le cavie avevano attivato il grasso marrone, perdendo il 14% della loro massa corporea, circa il 47% dei grassi, nonostante fossero nutriti con cibi ad alto contenuto
proteico.

Con l’età, però, quando il corpo diventa in grado di tremare, il grasso marrone scompare dagli esseri umani. Almeno, questa era la convinzione comune.

La prima delle tre rivoluzionarie ricerche è stata presieduta dal dottor Dr. C. Ronald Kahn, direttore della sezione di obesità e azione ormonale del Joslin Diabetes Center di
Boston.

Egli esaminò le tomografie ad emissioni di positroni (PET) combinate con tomografie computerizzate (CT) di 1.972 pazienti; le scansioni evidenziavano la presenza di grasso marrone nel 7,5%
delle donne ed il 3% degli uomini.

Incuriositi da tale presunta impossibilità, i dottori hanno prelevato la sostanza da alcuni pazienti ed, esaminandola, hanno concluso che era effettivamente grasso marrone.

La seconda ricerca è stata condotta da Wouter D. van Marken Lichtenbelt, dell’università olandese di Maastricht, che ha lavorato con 24 giovani uomini, in buono stato di salute, ma
con diversi indici di massa corporea.

A temperature confortevoli, le scansioni su di loro non mostravano grasso marrone ma, quando i soggetti erano raffreddati, la presenza del grasso «riscaldante» diventava palese,
tranne che nell’individuo più grasso; ciò suggerisce come la presenza di grasso marrone sia influenzata da numerose variabili, come appunto l’abbondanza o meno di peso.

Il terzo ed ultimo studio proviene dal dottor Sven Enerbäck dell’Università di Goteborg in Svezia. Anche qui, un gruppo di volontari è stato scansionato per due volte, una a
temperatura «base», l’altra dopo aver soggiornato in una stanza più fredda: anche in questo caso, la seconda analisi rivelava del grasso marrone, dato confermato anche da
successivi prelievi anatomici.

Secondo gli studiosi, il grasso marrone adulto è rimasto così a lungo nascosto per la sua inaspettata posizione. I bebè lo hanno sulla schiena, i topi tra le scapole, ma
negli umani maturi si trova nella fossetta tra le clavicole e le spalle, lungo la spina dorsale.

Ora che la presenza di tale materiale è stata accertata, la comunità scientifica s’interroga su come usarlo per il benessere. La speranza degli studiosi è di trovare dei modi
sicuri per attivarlo permettendo di perdere peso bruciando (letteralmente!) le calorie.

Per ora, le ricerche in tal senso sono in fase embrionale: l’epinefrina o l’adrenalina attivano il grasso marrone ma hanno troppi effetti collaterali; inoltre, lo snellire o meno non è
questione solamente organica: lo stato psicologico, ad esempio, è estremamente importante.

In conclusione, poter mangiare quello che si vuole, affidando il compito di dimagrire a qualcun altro è sempre stato il sogno dei golosi. Per ora, grasso marrone o meno, è destinato
a rimaner tale.

Matteo Clerici

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