Soft House. E il fotovoltaico diventa un tessuto

Soft House. E il fotovoltaico diventa un tessuto

Se l’architetto Sheila Kennedy riuscirà nel suo intenti, i tessuti potranno presto raccogliere l’energia solare e trasformarla in elettricità.

Il progetto nasce dall’opera di Sheila Kennedy, esperta di integrazione tra tecnologia delle cellule solari ed architettura, e del team di KVA Matx: si chiama Soft House e consiste in una
struttura che può generare fino a 16 mila W/h di energia elettrica trasformando le tende di casa in collettori solari flessibili e semitrasparenti.

Grazie alla loro capacità di modificare gli spazi, infatti, da sempre i tessuti vengono utilizzati come elemento in grado di coniugare architettura e design, ma Sheila Kennedy si
è spinta oltre, facendone un materiale da cui generare energia.

Soft house, in particolare, si basa su una sottile pellicola fotovoltaica in tessuto che corrisponde ad un pannello solare creato da celle fotovoltaiche organiche: anche se non efficienti come
la tipologia in silicio, infatti, esse possono essere plasmate e modificare senza alcun processo di fabbricazione.

Sebbene siano già stati realizzati alcuni prototipi di Soft House, però, non aspettatevi di vederlo presto in commercio, poiché il costo di questo tessuto solare sarebbe
del tutto proibitivo.

Comunque il lavoro di Sheila Kennedy su questo progetto dimostra che le tecnologie per l’energia rinnovabile possono essere facilmente integrate al design con modalità che fino ad oggi
non erano mai state previsti ed immaginate.

E sono proprio le parole dell’architetto a spiegare al meglio il concetto che sottende Soft House: “Mai sottovalutare il potere della fantasia architettonica”.

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