Cucinare le alghe: palato sazio e fisico in forma

Cucinare le alghe: palato sazio e fisico in forma

Mangiare troppa carne non fa bene, e questo è cosa nota. Altrettanto noto il fatto che inserire nella dieta verdure aiuti salute e benessere. Quello che non è noto è che,
oltre alle verdure di terra, si possono sfruttare le alghe, anch’esse in grado di portare numerosi benefici.

Se si è interessati a tali prodotti, si può così iniziare con “Cucinare le alghe”, scritto da Alice Savorelli ed edito da Terra Nuova.

Alice Savorelli si è diplomata in “Cucina Vegan-Macrobiotica” alla Sana Gola, di Milano. Tramite i suoi blog ed i suoi testi diffonde il suo ideale di alimentazione: naturale,
sostenibile e cruelty free.

Il testo è composto da una piccola parte teorica seguita da una ben più corposa sezione pratica.
Per cominciare, stop ai pregiudizi: le alghe non hanno assolutamente un sapore cattivo ed immodificabile; anzi, possono diventare ingrediente-base di piatti molto saporiti.

Oppure, è falso che le alghe sono povere nutrizionalmente. Al contrario: esse contengono alte dosi di iodio, ferro, potassio, manganese, fosforo, silicio e selenio. Sono invece povere di
grassi (circa l’1-3%). Tali condizioni le rendono utili in caso di anemia, problemi ad unghie capelli e necessità di disintossicazione: ogni alga ha la sua specialità.

Arriva poi la parte pratica. In tale ricca sezione, vengono presentare varie ed interessanti ricette, che coprono un ampio ventaglio del cibo in esame.

Wakame, agar-agar, kombu, dulse, arame e spirulina: tutte sono protagoniste, con piatti che vanno dall’antipasto fino al dessert.

Alice Savorelli, “Cucinare le alghe”, Terra Nuova Edizioni 2010, 120 pp., ill., 13 Euro

Matteo Clerici

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