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Cucinare a fuoco spento: il nuovo trend del mondo culinario

By Redazione

Quando si parla di cottura della pasta, le controversie non mancano. Ma una tendenza recente che sta prendendo piede è quella di cucinare la pasta a fuoco spento. L’idea, riproposta su Facebook dal premio Nobel Giorgio Parisi, è quella di risparmiare energia e denaro, oltre che di contribuire a ridurre le emissioni di anidride carbonica evitando di utilizzare un bruciatore a gas.

Come si cucina a fuoco spento?

Cucinare la pasta senza fuoco è un processo relativamente semplice che non richiede grandi abilità o competenze. Si riempie una pentola d’acqua, la si mette sul fuoco e si aspetta che l’acqua raggiunga l’ebollizione. A questo punto si aggiunge la pasta e si mescola una volta; quindi, si copre la pentola con il suo coperchio e si spegne il fuoco. Si lascia la pasta nella pentola coperta per circa 20 minuti prima di scolarla – il tempo varia a seconda della marca e delle istruzioni della confezione – e di aggiungere il sugo a piacere.  

Di fatti, la pasta non richiede l’ebollizione dell’acqua per cuocere, perché i processi fisici e chimici della cottura avvengono a temperature inferiori rispetto all’ebollizione. L’ebollizione in sé non è sempre ben compresa e la temperatura a cui si verifica può variare notevolmente a seconda delle condizioni di pressione atmosferica. In condizioni standard al livello del mare (dove la pressione è di circa 1 atmosfera), l’acqua bolle a 100 °C; a 2.000 metri (dove la pressione è minore), sono necessari molti meno gradi per raggiungere l’ebollizione. A 3.000 metri, per esempio, l’acqua bolle a 90,2 °C.

Quali sono i vantaggi?

Beatrice Mautino ed Emanuele Menietti hanno affrontato questo tema nell’ultima puntata di “Ci vuole una scienza”, recuperando i dati pubblicati da Unione Italiana Food, la principale associazione che raggruppa le aziende alimentari. Si evince, infatti che con la cottura passiva della pasta, che elimina la seconda fase di bollitura dell’acqua, può far risparmiare gas se viene utilizzata regolarmente. Tuttavia, è difficile calcolare quanto questo possa giovare alle finanze di una famiglia. A tal proposito sarebbe più utile valutare un fornitore, come ad esempio ENGIE, appartenente al mercato libero, che propongono diverse tipologie di contratti che prevedono l’impiego di energie rinnovabili. Tuttavia, va specificato che se applicata sempre, la cottura passiva potrebbe rivelarsi vantaggiosa nel lungo periodo. Ovviamente deve essere abbinata ad altre pratiche di risparmio, come la scelta di condimenti per la pasta che non devono essere cotti o saltati in padella, perché altrimenti si dovrebbe ricorrere non solo a uno, ma a due fornelli. 

Altri metodi per cucinare la pasta

Esistono due metodi popolari per la cottura della pasta: la reidratazione in acqua fredda e la cottura in una sola pentola. La reidratazione in acqua fredda è usata raramente perché richiede molto tempo e può compromettere le proprietà organolettiche della pasta se rimane a bagno troppo a lungo. 

La cottura in una sola pentola consiste nel versare tre dita d’acqua in una padella, aggiungere la pasta quando bolle e poi aggiungere il condimento che si vuole mangiare con la pasta. Questo metodo consente di risparmiare tempo e denaro perché utilizza poca acqua e richiede meno piatti rispetto al metodo tradizionale che prevede la cottura della pasta separatamente dal suo condimento.

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