CRONACA DEL CONVEGNO “GRAFFITI VANDALICI A MILANO: A CHE PUNTO SIAMO?”
23 Maggio 2025
Convegno del 22/5/2025 nella SALA ALESSI del Comune di Milano – Palazzo Marino
Milano, 22 maggio 2025
CRONACA DEL CONVEGNO del 22/5/2025 “GRAFFITI VANDALICI A MILANO: A CHE PUNTO SIAMO?”
Nella SALA ALESSI del Comune di Milano – Palazzo Marino
Graffitismo vandalico a Milano tra repressione e prevenzione
Assoedilizia e Comitati chiamano all’azione istituzioni e cittadini
Di Saverio Fossati
Tornano i graffiti sui muri e non da ora: in questi ultimi anni il fenomeno si è fatto (nuovamente) drammatico e a 3 anni dal convegno “Graffiti a Milano” organizzato da Assoedilizia, il Coordinamento dei Comitati Milanesi (Ccm) ha promosso un altro incontro per analizzare cosa e come si può fare a Milano, non solo in termini di controllo e repressione, ma anche di prevenzione e intervento.

A inaugurare l’evento è stata Roberta Osculati, vice presidente del Consiglio Comunale di Milano, che ha sottolineato la necessità di distinguere tra il graffitismo artistico e quello vandalico, largamente prevalente, e che porta con sé non solo il degrado dell’edificio, ma anche quello del quartiere con rischi effettivi di aumento della delinquenza. Per questo ha sollecitato un impegno corale dei cittadini, delle Forze dell’ordine e delle istituzioni.
Il presidente del Ccm e coordinatore dell’evento, Salvatore Crapanzano, ha introdotto il convegno parlando dei danni gratuiti ma anche pesanti dal punto di vista economico: questo sistema crea anche un problema di sicurezza, facile da intuire, perché così non si capisce chi comanda e dove sono i confini del lecito.

Fabiola Minoletti, vice presidente del Ccm, ha spiegato la genesi del graffitismo vandalico e delle scritte apparentemente senza senso. I danni, ha detto Minoletti, sono estetici, economici e ambientale (per gli effetti dei materiali inquinanti indispensabili per pulire e per i grandi quantitativi di acqua. Ma ci sono anche i danni sociali: il fenomeno porta al degrado del quartiere e c’è una stretta correlazione tra questo e la percezione di insicurezza da parte dei cittadini. Inoltre, chi vive in ambiente degradato tende a disinnamorarsi della sua via e quindi subentra indifferenza per gli illeciti in generale. I danni sociali riguardano poi gli autori dei graffiti, che perpetuano il reato in modo continuativo, organizzato e consapevole e così si modifica in loro la soglia tra lecito e illecito. Il motivo è, ora come allora, la visibilità sui social, che adesso richiede sempre nuove tecniche, sino a imbrattare i treni fermi per pochi minuti in stazione o addirittura in movimento e i monumenti celebri. Nel periodo 2012-2018, ha ricordato Minoletti, si è svolta l’unica azione coordinata tra comitati, Comune, procura, Atm e Forze dell’ordine ma, dopo un regressione del fenomeno, ora questo è ripreso anche per l’ampiezza e il dinamismo dei gruppi di graffitari, che danneggiano anche i pezzi di street art. Sono cambiate anche le modalità di scrittura, che rendono le firme (tag) sempre più visibili e difficilmente cancellabili e che si estendono anche su vetri e insegne, anche grazie all’acido etching, peraltro proibito e tossico nonostante sia facile procurarselo.
L’intervento successivo è stato di Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia, che rappresenta le prime vittime dei graffiti: i proprietari immobiliari. Assoedilizia, ha spiegato Colombo Clerici, segue da ormai quarant’anni il fenomeno: un acquazzone come quello di oggi, ha detto scherzosamente, aveva spazzato via la peste del 1630, ma è impotente con i graffiti.
Quando siamo partiti, ha detto Colombo Clerici, c’era confusione persino sull’identificazione “artistica” del fenomeno e tutt’ora il “graffito” è un termine fuorviante che nobilita dei veri e propri atti vandalici. L’illiceità è stata poi evidenziata dal sindaco Letizia Moratti. E nessuno, neppure se incaricato dal proprietario, può intervenire su un muro senza l’autorizzazione del Comune, come afferma il regolamento edilizio. Così Assoedilizia, in collaborazione con il consolato Usa, organizzò una conferenza con la città di New York e il sindaco Giuliani spiegò anche lì che nessun “graffito” era lecito se non autorizzato dal municipio. La filosofia dell’epoca, del resto, propugnava che ogni muro dovesse essere dipinto. E Milano divenne la mecca dei graffitari, al punto che venne organizzato un congresso di vandali in un hotel milanese. E i danni ammontavano ormai a 100 milioni di euro. Vennero anche messi a disposizione dei graffitari muri a gestione pubblica. E con l’Expo, rinforzata anche a seguito di un irrigidimento della Procura, si è verificata un’azione di grande respiro, con spese per 24 milioni di euro (a carico del Comune) per ripulire Carrobbio, Porta Ticinese e molti palazzi storici del centro. Ma il fenomeno, pur affievolito, rimase latente e grave. E da qualche tempo assistiamo a una sua recrudescenza. E ora è indispensabile un intervento, non demordere, pulire e ripulire, guai a lasciar correre: un muro imbrattato è un richiamo per altri imbrattatori.
La prima tavola rotonda, dedicata alla conta dei danni, ha visto per primo l’intervento di Gianmarco di Natale, Responsabile Coordinamento Attività Operative Security Trenord, che ha raccontato come si cerchi di vigilare (con notevoli spese) i siti dove di notte sostano i convogli. Inoltre, va detto che i nostri utenti sono i lombardi ma anche i turisti, sempre più numerosi. E non possono guardare fuori perché i finestrini sono oscurati dai vandali, con notevole danno anche per l’immagine del nostro Paese. Gli acidi usati per pulire restano inquinanti e sottraiamo per la pulizia treni programmati per viaggiare. In pratica, ha concluso Di Natale, tutto questo ci costa un treno nuovo all’anno.
Stefano Modesti, Responsabile Security ATM SpA, ha spiegato che ci sono 150 guardie giurata interne ad Atm, coordinate da una centrale operativi e che possono contare anche su sistemi di allarme anti intrusione. Protezioni perimetrali più efficaci ai depositi dei mezzi sono messi in atto anche con dispositivi radar. Riusciamo anche a bloccare i graffitari e consegnarli alla polizia locale grazie a una collaborazione fattiva. La M4, ultima arrivata, è ovviamente il bersaglio più ambito, anche a repentaglio della loro vita come nella stazione di San Cristoforo, totalmente automatizzata.
Il comandante Nucleo Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale di Monza, Michele Minetti, ha parlato di contrasto al graffitismo sul patrimonio artistico: i segni del vandalismo sul patrimonio monumentale suscita una sensazione di grave disagio, per l’offesa ai luoghi della memoria individuale e collettiva, anzi un tentativo di abolirla. E i graffitari sembrano privi di questo senso di appartenenza alla città. Inoltre, il restauro ha un costo molto elevato. Esiste però una rinnovata attenzione del legislatore, che nasce dall’articolo 9 della Costituzione, e che con la legge 22 marzo 2022 ha introdotto uno specifico articolo nel Codice penale. E per ottenere la sospensione condizionale della pena occorre che l’autore del reato elimini le conseguenze del suo gesto. Una norma efficace ma che è applicabile solo ai beni storico-artistici.
La seconda tavola rotonda, intitolata “Cosa è giusto fare” è stata aperta da Maria Letizia Mannella, Coordinatore V Dipartimento Procura della Repubblica a Milano, che ha riconosciuto la natura “un po’ marginale” del tema graffiti nell’attività della Procura ma ha anche riconosciuto che il degrado ha effetti immediati sulla sicurezza pubblica. È un piccolo tassello, quello di individuare chi imbratta, comunque importante, ha detto Mannella, tanto che spesso i fatti di molestia sessuale di qualunque genere (venti alla settimana) si verificano proprio nei luoghi degradati. Ma come individuare i responsabili? Il Tribunale ha assolto molti imputati per la mancata precisa individuazione degli autori. Il Comune dovrebbe anzitutto sistemare telecamere precise e ben funzionanti. La Cassazione, però, in ossequio alle norme europee sulla privacy, ha recentemente detto che il sequestro del cellulare dei sospetti, dove spesso troviamo le prove, può essere disposto dal Pm solo con un provvedimento motivato dove si indichi esattamente cosa si sta cercando e con chiavi di ricerca di ciò che si sta cercando. Una strada in salita, insomma, che riguarda tutti i reati. La causa del comportamento dei graffitari va comunque ricercata nel loro malessere e nella loro sensazione di invisibilità sociale.
Marco Luciani, Commissario Capo Responsabile Unità Investigazioni e Prevenzione Polizia Locale, che con Marco Guerra, Vice Commissario Direzione Sicurezza Urbana Polizia Locale, si occupa direttamente del problema, ha evidenziato che serve soprattutto la sinergia: collaboriamo con Ps, carabinieri, Atm, Trenord, Trenitalia, polizia e ferrovie svizzere, ma l’elemento fondamentale è che l’idea non è mia stata quella di punire ma di far capire ai ragazzi che quello che facevano è sbagliato e non resta senza conseguenze, con risultati tangibili. E quando si arriva al processo servono prove circostanziate.
L’ultimo intervento della giornata è stato quello di Maria Rosa Sala, Direttore Area Avvocatura Comune di Milano: l’aspetto centrale della nostra attività è la collaborazione, ha detto Sala, e grazie all’attività dei Comitati cittadini l’amministrazione comunale ha potuto agire anche attraverso i cambiamenti di sindaci e giunte. Ma i successi maggiori sono venuti dal servizio di giustizia riparativa del Comune: invece di pene detentive mai scontate o risarcimenti pagati da nonni e genitori. Invece, su 400 procedimenti penali in metà ci siamo costituiti e abbiamo creato attività socialmente utili la cui funzione rieducativa è stata molto apprezzata dai giudici. E abbiamo visto molti ragazzi cambiare.
Salvatore Crapanzano, nel chiudere il convegno, è tornato sulla necessità della collaborazione tra i diversi soggetti: istituzioni (che sono dietro alle persone) e cittadini, perché l’obiettivo non è solo ripulire i grandi imbrattamenti quanto di togliere subito i primi segni, anche da parte di chi abita lì. Sono le persone che abitano nelle case che risolvono il problema con la loro attenzione e la loro attività
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